Da oggi la transessualità non è più una malattia

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L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel corso delle ultime ore, ha ufficialmente reso noto di aver riconosciuto il Gaming Disorder, ossia la dipendenza dai videogiochi, come disturbo mentale. E che si ripete oggi, con la decisione dell'Oms di rimuovere la transessualità dalla categoria dei disordini mentali dell'International classification of diseases (Icd).

"L'Icd è un punto di riferimento globale in sanità, è la base per identificare trend e statistiche di salute in tutto il mondo e con le sue circa 55mila voci fornisce un linguaggio comune che consente agli operatori sanitari, a qualunque latitudine, di condividere informazioni mediche", spiega l'Oms.

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La nuova versione sarà presentata alla prossima Assemblea generale dell'Oms e sarà adottata a partire dal 2022: "Questo documento - ha affermato Thedros Ghebreseyus, direttore generale dell'Oms - ci permette di capire meglio cosa fa ammalare e morire le persone, e di prendere le iniziative necessarie per prevenire le sofferenze e salvare quante più vite possibile".

"Ormai è chiaro che la transessualità non è una malattia mentale e classificarla come tale può causare una enorme stigmatizzazione per le persone transgender", spiega l'Oms. L'obiettivo, aggiunge Lay, è quello di "portare ad una migliore accettazione sociale degli individui" e, di conseguenza, "migliorare l'accesso alle cure, perché riduce la disapprovazione sociale". Secondo il segretario nazionale di Arcigay Gabriele Piazzoni, inoltre, "da oggi chiunque dovrà adeguarsi alla verità scientifica: la transessualità non è una malattia ma una possibilità, libera e legittima, come abbiamo sempre sostenuto".

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