È morta Koko, la gorilla che imparò il linguaggio dei segni

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E' stato per suo merito che è stata creata la "Gorilla Foundation" per la difesa di questi incredibili animali.

L'ANNUNCIO via Twitter dalla Gorilla Foundation.

Koko, la gorilla famosa per comunicare con gli umani tramite il linguaggio dei segni, è morta nel sonno all'età di 46 anni.

"Mancherà profondamente a tutti", ha scritto la Fondazione.

Koko aveva anche adottato e dato un nome ad alcuni animali da compagnia, tra cui un gattino chiamato All Ball. Parlava la lingua dei segni inglese.

Koko aveva incontrato l'attore Robin Williams; quando apprese nel 2016 del suicidio dell'attore divenne "molto triste", segnalando la parola "pianto" e inchinando la testa. La foto che ritraeva Koko mentre piangeva commosse milioni di persone.

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Dopo i mondiali di calcio del 1978, decise di smettere di arbitrare, con il bilancio di 175 presenze in serie A . L'Associazione Italiana Arbitri ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia tramite il suo profilo twitter.

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Nel secondo caso il Parma rischierebbe seriamente una sanzione che nel caso " verrà scontata nel campionato appena concluso ". La società emiliana infatti è stata accusata dal procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro di tentato illecito sportivo .

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L'obiettivo, aggiunge Lay, è quello di "portare ad una migliore accettazione sociale degli individui" e, di conseguenza, "migliorare l'accesso alle cure , perché riduce la disapprovazione sociale".

Koko, che era nata nello zoo di San Francisco, era seguita da decenni dalla specialista etologa Penny Patterson diventando una star del web.

La dottoressa Francine Patterson ha iniziato a lavorare con la gorilla nell'ambito delle sue ricerche sulle capacità linguistiche dei gorilla e nel 1972 ha iniziato a insegnare a Koko il linguaggio dei segni.

"Era terribilmente sconvolta - ha detto al Los Angeles Times in un'intervista del 1985 Ron Cohn, un biologo della Gorilla Foundation -".

Il National Geographic aveva anche dedicato una copertina del 1978 alla gorilla, pubblicando un'immagine in cui Koko si scattava una foto allo specchio.

Nel 2004, Koko aveva usato il linguaggio dei segni per segnalare che le faceva male la bocca, oltre ad usare una scala da 1 a 10 per mostrare quanto forte fosse il dolore. L'app beneficerà i gorilla, i bambini e altri progetti.

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