Apple e Samsung, c'è l'accordo

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Dopo sette anni di scontri in tribunale, si chiude una delle battaglie legali sui brevetti più lunghe della storia dell'industria tecnologica. Una delle varie dispute si era conclusa definitivamente circa un mese fa, con la decisione della Corte federale statunitense di condannare Samsung al pagamento di 533 milioni di dollari.

Accuse a cui Samsung aveva a sua volta risposto, trasformando il contenzioso tra le due parti in un complicato incrocio di denunce per violazione di brevetto e richieste di risarcimento. Le ultime notizie però fanno sapere come la presenza di sempre nuovi dirigenti possa aver favorito l'accordo, lasciando sepolti vecchi rancori appartenenti a delle gestioni da considerarsi ormai alle spalle da diverso tempo.

Samsung ha rifiutato di commentare l'accordo di oggi, mentre Apple ha ripreso una dichiarazione fatta a maggio: "Crediamo profondamente nel valore del design, e i nostri team lavorano instancabilmente per creare prodotti innovativi che deliziano i nostri clienti", ha scritto Apple.

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Il tribunale aveva dato ragione alla casa di Cupertino: la sentenza aveva infatti stabilito che Samsung avrebbe dovuto versare ad Apple una cifra pari a 539 milioni di dollari.

Interpellate da The Verge, sia Samsung che Apple si sono rifiutate di fornire qualsivoglia tipo di dettaglio sull'intesa raggiunta. Samsung, invece, sfrutta Android su suoi smarphone e punta, anche per questo, molto meno sui servizi. Apple in questi anni ha spiegato più volte come non sia mai stata una questione di denaro tra le parti: in ballo v'era semmai un principio, una priorità in termini di innovazione, un'affermazione di leadership sul mondo mobile. Sembrava che nessuno dei due fosse disposto a porre fine a una lunga battaglia così importante dal punto di vista simbolico. Ed è proprio tutto questo, questa guerra e questa collaborazione a mostrare la grande differenza che c'è tra le due. Le uniche cose certe sono che Samsung dovrà pagare Apple, e che la diatriba è costata cifre elevatissime a entrambe le società, anche se nessuno dei due colossi può vedere il suo enorme potere economico scalfito da simili spese.

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