Decreto dignità, Confindustria all'attacco: 'Molto negativo'

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Nel decreto dignità rientra poi "una norma che aiuta gli insegnati delle lauree magistrali - ha specificato Di Maio -".

Le nuove norme prevedono, innanzitutto, che il decreto ministeriale che elenca gli elementi indicativi di capacità contributiva attualmente vigente (redditometro) non ha più effetto per i controlli ancora da effettuare sull'anno di imposta 2016 e successivi.

"Positive le misure annunciate in materia fiscale e contabile, sia per la previsione di abolire lo split payment per le prestazioni di servizi rese alle Pubbliche Amministrazioni sia per gli interventi mirati a semplificare le attività di studio, come nel caso del rinvio della scadenza dello spesometro e della revisione del redditometro. Perchè di questo si tratta, come lo stato considera cittadini". Apprezzabili anche gli interventi restrittivi sul gioco d'azzardo, un fenomeno che sta mietendo numerose vittime in questi lunghi anni di crisi economica. E' la dura presa di posizione di Confindustria secondo la quale "il risultato sarà di avere meno lavoro, non meno precarietà" e "preoccupa anche che siano le imprese a pagare il prezzo di un'interminabile corsa elettorale all'interno della maggioranza e che si creino i presupposti per dividere gli attori del mercato del lavoro, col rischio di riproporre vecchie contrapposizioni". Prevista anche una stretta per i contratti cosiddetti 'somministrati'. I contratti a tempo determinato non potranno avere durata superiore ai 24 mesi e potranno essere rinnovati al massimo per 4 volte.

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Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese: questo il titolo del decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri presieduto da Giuseppe Conte e che porta la firma del vicepremier e ministro del Lavoro e per lo Sviluppo Economico Luigi Di Maio. L'obiettivo è ridurre il lavoro precario, riservando la contrattazione a termine ai casi di reale necessità da parte del datore di lavoro. "Si dovrebbe perciò intervenire sulle regole quando è necessario per tener conto di questi cambiamenti e, soprattutto, degli effetti prodotti da quelle precedenti". "Con questo decreto si tutelano i lavoratori onesti, senza danneggiare le imprese oneste: chi abusa non ha nulla da temere", ha rilevato Di Maio: "Agli imprenditori dico che saremo dalla vostra parte per far calare il costo del lavoro". E ancora: "Non sono venuto qui a dire questo, sto solo dicendo che tutto si sta trasformando e dobbiamo tener sempre presente la dignità della persona".

Il tavolo con i rappresentanti dei rider non ha dato risultati concreti ma ha sortito la promessa di riconvocare una seduta entro la fine della settimana in corso per stabilire un compenso minimo, l'affiliazione a Inps e Inail e un contratto che descriva il tipo di lavoro da svolgere, anche al fine di stralciare il punteggio di reputazione del lavoratore su cui le aziende di food delivery fanno affidamento. Chi mai vorrà investire in Italia se a fronte di possibili incentivi (peraltro indefiniti) c'è la prospettiva di dovere non soltanto restituirli ma anche di corrispondere multe e interessi elevati?

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