Filippine, bimba italiana muore dopo il contatto con una medusa

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Una bambina romana di 7 anni, Gaia Trimarchi, è morta durante una vacanza nelle Filippine dopo dopo essere venuta a contatto con una medusa durante un bagno in mare. La bambina si trovava in vacanza con la mamma di origine filippina nell'isola di Sabitang Laya. Lo riferiscono i media locali. "Nessuno ci aveva avvertito del pericolo", denuncia la mamma. E lei e' morta e non tornera' piu' in Italia. La mamma di Gaia ha visto i tentacoli della medusa intorno alle braccia ed alle gambe della bimba, che nel frattempo erano già diventate viola. Più pericolosa, anche se non mortale, la Pelagica noctiluca, nota per i suoi tentacoli estremamente lunghi e altamente ustionanti in caso di contatto, o anche la Carybdea marsupialis, la medusa a scatola diffusa nell'Adriatico e, seppure non mortale, altamente urticante e rischiosa per alcune particelle presenti sui suoi tentacoli che rendono la puntura fonte di possibili reazioni allergiche. Il nome tecnico è Carybdea marsupialis e fa parte del gruppo dei cubozoi il medesimo delle vespe di mare.

"Per fortuna queste specie pericolosissime fino ad ora non sono state segnalate nei nostri mari". Quest'ultime sono meduse killer che si trovano nei pressi delle coste australiane. "Per avere questa reazione cutanea, non è necessario essere sfiorati dalla medusa: basta solo entrare in contatto con il liquido urticante che libera attraverso i suoi filamenti".

Inizialmente, ha spiegato il medico, si sente un forte bruciore poi la pelle si irrita e compaiono piccoli pomfi somiglianti a quelli dell'orticaria. "Se non si dispone di medicamenti, può essere utile far scorrere acqua di mare sulla parte interessata per tentare di diluire la sostanza tossica non ancora penetrata". "E' essenziale, in questi casi, l'aceto" che puo' contribuire a "neutralizzare il veleno", riducendone l'impatto, ha aggiunto.

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Poi è utile applicare gel astringente al cloruro d'alluminio (utile anche contro le punture di zanzare), che ha azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine.

Se il dolore persiste o ci sono altri sintomi, come difficoltà respiratorie, sudorazione, pallore, mal di testa, nausea, vomito, vertigini, confusione recarsi immediatamente al pronto soccorso o chiamare il 118.

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