Neonato morto a Brescia: cos'è il batterio Serratia marcescens

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Un neonato è rimasto ucciso da un batterio killer all'ospedale Civile di Brescia, pochi giorni dopo essere venuto alla luce. A ucciderlo è stata un'infezione provocata dal batterio noto come serratia marcescens. Il batterio aveva colpito anche altri due bambini, tra cui il fratello gemello della vittima, che però sono riusciti a sopravvivere. Intanto, sull'accaduto la Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti.

Secondo il quotidiano locale Bresciaoggi, il primo a riportare la notizia, il bimbo, nato prematuro da una coppia bresciana, era stato ricoverato agli Spedali civili dove è morto lo scorso martedì.

Il 20 luglio sono stati identificati i primi due casi, poi, al riscontro delle ulteriori positività dei tamponi di screening, il 27 luglio "è stata disposta la chiusura dell'accettazione di nuovi pazienti in Terapia Intensiva Neonatale ed è stata richiesta la collaborazione dei centri di T.I.N. limitrofi".

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"Presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell'ASST Spedali Civili di Brescia si è sviluppato un focolaio epidemico di infezione/colonizzazione da Serratiamarcescens, caratterizzato da tre casi di sepsi neonatale, un'infezione delle vie urinarie e sei casi di colonizzazione", ovvero in tutto dieci casi.

L'infezione infatti viene contratta per lo più in ambito ospedaliero, in seguito a un lungo ricovero o all'inserimento di strumenti medici volti ad agevolare la funzionalità respiratoria, o ancora in seguito a trasfusioni contaminate. I più esposti a rischi sono i soggetti immunologicamente depressi, gli anziani, i bambini e le persone che hanno subito traumi: per tutti questi soggetti l'infezione è più grave e la prognosi è riservata.

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