Vertici Autostrade per l'Italia sono responsabili: si dimettano

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"Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia". La questione, per quanto si è capito, è questa: la proroga di 4 anni della fine della concessione è stata data per sbloccare 8,5 miliardi di investimenti che andavano fatti sulla rete autostradale in concessione (compresa la famosa "Gronda" che serviva anche a "scaricare" il peso del traffico dal Ponte Morandi).

Il governo non ha perso tempo a reagire al disastro del ponte Morandi: "I responsabili pagheranno", hanno promesso tutti, dal premier Giuseppe Conte ai suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, a margine del Consiglio dei ministri straordinario che si è tenuto ieri proprio a Genova. Possiamo dire che qualcosa è andato storto nelle privatizzazioni italiane? "Si tratta di decine di miliardi, almeno una ventina, ma potrebbero essere molti di più".

"Il governo è compatto, nessun dubbio sulla procedura di revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia". Se vogliamo fare i confronti confrontiamo elementi equiparabili, altrimenti o è malafede o è ignoranza colossale.

L'annullamento è un potere straordinario che spetta al governo in caso di atti illegittimi che mettono in pericolo l'unità dell'ordinamento italiano. Infine, "supporteremo anche con un decreto legge, se servirà, la Regione Liguria e il Comune di Genova per l'emergenza che stanno attraversando". Il vicepremier è fiducioso che, vista la situazione, lo Stato non dovrà risarcire nulla agli azionisti di Atlantia. Quando fa riferimento ai Benetton, scrive: "Non è un caso che i loro contratti siano stati secretati per i vergognosi vantaggi che gli erano stati concessi".

Quale società chimica, o quale acciaieria o quale fabbrica può difendersi da un rischio ambientale dicendo di aver svolto tutti i controlli?

Di Maio, via concessione ad Autostrade
Direi che l'annullamento governativo è la strada migliore (la più veloce e senza indennizzo). Autocamionale della Cisa è concessionaria dal 12 novembre 2010 al 31 dicembre 2031.

MotoGP Austria, Marquez: "L’importante è vincere la guerra"
Malissimo Valentino Rossi , 14esimo in griglia: si tratta della peggior posizione in griglia da Australia 2016, quando partì 15°. Non eravamo tanto a posto, ma siamo veloci. " Mi sono divertito molto, sono arrivato secondo però ho dato veramente tutto".

Genova, il crollo tragico del ponte Una ragazza siciliana tra le vittime
Tra le vittime anche Elisa Bozzo , di cui per ore gli amici hanno cercato notizie fino alla conferma della terribile verità. I morti , secondo gli ultimi dati della prefettura, sono saliti a 39 Di questi, cinque non sono stati ancora identificati.

Formalmente, però, ci sono alcuni ostacoli non indifferenti. Questa sarebbe informazione? Sarebbero questi i commenti "terzi" sulla vicenda? Questo sarebbe il servizio che si rende ai "piccoli risparmiatori"?

Avanti tutta, insomma. Nell'ordine, il ministro dello Sviluppo conferma di voler procedere alla "revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia", all'applicazione delle "sanzioni" e alla richiesta di "risarcimenti per centinaia di milioni di euro". Citiamo sempre dal Secolo XIX: "Poiché il viadotto è stato realizzato nel 1967, il gestore non deve fornire un piano di manutenzione (il diktat vige per chi ha in carico le strutture nate dal '99 in poi)".

La concessione scade naturalmente nel 2042 ed è regolata dalla convenzione firmata nel 2007 tra Anas e Autostrade per l'Italia, diventata in parte pubblica a febbraio 2018. Né gli enti locali, né il ministero delle Infrastrutture intervengono con loro specialisti. "Il governo contesta al concessionario che aveva l'obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell'autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte", si legge nella nota di Palazzo Chigi.

Inoltre, l'ultimo comma dell'articolo 9bis del contratto di concessione sottolinea che "in ogni caso, l'efficacia del recesso, risoluzione o comunque di cessazione anticipata della convenzione è sottoposta alla condizione del pagamento da parte del concedente al concessionario di tutte le somme previste". "Attendiamo il lavoro della magistratura nell'accertare eventuali responsabilità, ma non attendiamo neanche un minuto di più a esigere - insieme a Di Maio e Toninelli - le immediate dimissioni dei vertici di autostrade per l'Italia", si legge sul blog. Stavolta è Toninelli a farla e a lanciare l'allarme a tutto il governo, mentre Conte già dava per certa la revoca delle concessioni.

Ma nel nuovo scenario in cui si corre al capezzale del concessionario si invoca il mercato contro lo Stato.

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