Ilva, Di Maio: da parere Avvocatura forti criticità

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Lo scorso 8 Agosto, Luigi Di Maio, in qualità di ministro dello Sviluppo, faceva sapere ai media di essersi rivolto all'Avvocatura dello Stato con la richiesta di esprimere il proprio parere in merito a "possibili anomalie relative alla procedura di gara per il trasferimento a terzi dei complessi industriali facenti capo alle società del gruppo ILVA in amministrazione straordinaria". "Il profilo più rilevante è legato a 'eccesso di potere' e cioè al cattivo esercizio dello stesso, non essendo stato tutelato il bene comune e il pubblico interesse a causa della negata possibilità di effettuare rilanci per migliorare l'offerta".

Dalle fonti del colosso francoindiano viene rammentato che l'Avvocatura darà al ministro l'esito del parere e la comunicazione all'azienda giungerà, appunto, da Di Maio.

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L'Avvocatura ha rilevato nella procedura di vendita qualche imperfezione, ma niente di così grave o importante da pregiudicarne la validità. Finora dal Mise non è arrivata nessuna ufficializzazione del parere, molti conoscendo la linea di trasparenza del ministro, si attendono che questo sia pubblicato sul sito del ministero come già accaduto con la lettera-parere dell'Anac. L'Ilva è stata infatti il primo caso eclatante in Italia di una privatizzazione andata male. "E in relazione alle tutele ambientali l'estrema importanza di ambiente e salute richiede altri necessari approfondimenti in materia". "Quella ipotesi di accordo - ricorda Bellanova - prevedeva da subito 10mila lavoratori assunti da Arcelor Mittal, cui venivano garantiti i diritti economici e normativi acquisiti inclusa l'anzianità di servizio e l'articolo 18".

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