La poliziotta allatta il bimbo malnutrito di una donna appena arrestata

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E per il gesto "eroico", Ayala è stata promossa dal capo della polizia di Buenos Aires, Cristian Ritondo: "Volevamo ringraziarti di persona per questo gesto di amore spontaneo che è riuscito a calmare il pianto della bambina".

La pratica di allattare indipendentemente dal puerperio, cioè senza essere madre o in stato di gravidanza, era diffusa nel mondo già secoli fa, in caso di particolari necessità.

L'immagine ha avuto più di 150mila condivisioni in una manciata di ore. Nulla di strano, se il bimbo non fosse di Celeste, ma di una donna arrestata poco prima. Tutto merito di una "poppata" che Celeste ha donato ad un piccolo di sei mesi nel corso del suo turno di guardia all'ospedale Sor María Ludovica di Buenos Aires.

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L'agente Celeste Ayala ha fatto la cosa più naturale del mondo, almeno per lei: ha preso in braccio quel bambino che piangeva e l'ha allattato. Nessun'azione eroica, nessun arresto eccellente: "solamente" un gesto da donna e mamma che le è valso addirittura una promozione nella polizia di Buenos Aires da sergente ad ufficiale.

Questo è stato il commento di Celeste: "Ho notato che era affamato, si stava mettendo la mano in bocca, quindi ho chiesto di poterlo abbracciare e allattarlo al seno". L'agente era in turno all'ospedale pediatrico di La Plata, come servizio di sorveglianza, quando ha sentito il bambino di 8 mesi piangere a lungo. "Mi ha spezzato l'anima vederlo così", ha commentato lei, Celeste Ayala, ai media locali. La vicenda ne ha ricordato un'altra accaduta nello scorso giugno in India meridionale e di cui è stata protagonista una agente di nome Archana. La foto, postata dal collega sul web, è diventata virale in pochissimo tempo. "Voglio rendere pubblico il grande gesto d'amore che ha regalato a quella bambina, senza conoscerla". Non hai esitato un attimo, hai fatto come se fossi sua madre, incurante del fatto che fosse sporca e maleodorante. "Cose come queste non si vedono tutti i giorni", ha aggiunto.

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