Trump ci ricasca: "25% di dazi sulle auto UE"

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L'ex avvocato ha parlato anche di sforzi coordinati per influenzare le elezioni.

A New York, l'ex avvocato personale di presidente Usa, Michael Cohen, si è dichiarato colpevole delle accuse relative al pagamento di due donne, la pornostar Stormy Daniels e l'ex coniglietta di Playboy Karen McDougal, per comprare il loro silenzio in campagna elettorale, in merito ad una relazione con il tycoon. La confessione dell'ex legale di Trump viene giudicata "esplosiva" da molti commentatori americani, in quanto suggerisce che il presidente potrebbe avere commesso un crimine.

La condanna rappresenta una schiacciante vittoria per lo speciale procuratore Robert Mueller che indaga sul Russiagate, ovvero sulle presunte collusioni tra la campagna elettorale di Trump e il Cremlino e che nell'ambito della sua indagine ha scoperto i crimini di Manafort. "Se e quando informazioni emergono in quell'ambito vedremo", ha detto.

Nelle scorse settimane Cohen aveva segnalato a più riprese la sua disponibilità a cooperare con le autorità federali, mentre sembrava allargarsi la distanza dal presidente.

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A differenza dal caso Cohen, quello che ha riguardato Manafort non coinvolge direttamente Trump. Una mossa già interpretata da osservatori come una svolta.

Nel dettaglio, si è detto colpevole per tutti gli otto capi d'accusa contestatigli, dalla frode fiscale e bancaria alla violazione delle regole finanziarie della campagna elettorale. E il giudice del processo ne ha dichiarato la nullità.

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