Fenati tornerà a scuola Intanto perde la licenza

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Basta, ho chiuso con il motomondiale. Non correrò mai più. Durante il Gp di San Marino e della Riviera di Rimini della Moto2, Fenati ha pinzato la leva del freno della moto di Stefano Manzi, mettendo in serio pericolo l'incolumità del collega riminese. Questo mondo non mi appartiene più, c'è troppa ingiustizia.

"Volete vedere il mio casco e la tuta?". Mi ha attaccato tre volte e anche lui avrebbe potuto uccidermi, come dite voi. L'ultima volta lo aveva fatto 500 metri prima, allora ho pensato: adesso faccio lo stesso, ti dimostro che posso essere 'cattivo' come te. E magari finalmente capirai cosa significa.

E sul futuro: "Per un po' lavorerò nei negozi di ferramenta del nonno, con lui e la mamma". Del resto, lo facevo già. E poi, ho un progetto ad Ascoli: "ma preferisco non parlarne". Credo sia inevitabile. Da quello che ho sentito dirgli però credo che sia ancora combattuto tra due parti. "Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo".

La seconda udienza si terrà a Mies, in Svizzera, dove Fenati si confronterà con il presidente della Federazione internazionale, il venezuelano Vito Ippolito.

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Le limitazioni non hanno evidentemente saputo arginare un sentimento diffuso di crescente esasperazione. Il futuro governo di Stoccolma è al momento un enigma se si escludono accordi con la destra populista.

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"È uscita un'immagine di me e dello sport tutto, orribile".

"Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa!", aggiunge Romano Fenati. "L'anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione, non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida". Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti.

"Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee", conclude Fenati, rendendosi conto che in un attimo si è ritrovato a piedi.

All'ondata generata dal deplorevole gesto va controcorrente il campione maiorchino Joan Mir, iridato 2017 in Moto3 con cui Fenati ha lottato per il titolo della classe cadetta della passata stagione. Il discorso della provocazione arriva fino a un certo punto e non può essere giustificato se questo gesto fosse stato fatto per fare del male.

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