L'Europarlamento approva la nuova direttiva sul copyright

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Rispetto alla proposta della commissione Affari giuridici presentata a giugno ci sono alcune modifiche, che mirano a garantire che i creativi - in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti - siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News. Alla vigilia del voto sarebbe stato difficile prevedere una maggioranza tanto netta, (438 favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti), soprattutto tenendo conto che solo a luglio l'Aula aveva bocciato una prima volta il rapporto sulla direttiva, rimandandolo in commisione per formulare nuovi emendamenti. "Oggi il Parlamento Europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea ed italiana, mettendo fine al far-west digitale". "Stiamo entrando ufficialmente - dice Luigi Di Maio - in uno scenario da Grande Fratello di Orwell". Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. "Oltre all'introduzione della cosiddetta e folle "link tax", la cosa piu' grave e' l'introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti".

Per il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, "la direttiva sul diritto d'autore è una vittoria per tutti i cittadini". Non nasconde la sua soddisfazione il presidente Siae Mogol che ha seguito a Strasburgo la votazione.

"Stabilire delle regole non significa soffocare la libertà, come i giganti del web vogliono sostenere, senza pagare tasse e guadagnando cifre miliardarie". Loro hanno i miliardi, noi però abbiamo ragione e sono contento che gli Europarlamentari l'abbiano capito. "E' stata una battaglia lunga e difficile, ma alla fine gli appelli e la voce degli artisti, degli autori e di tutta la filiera creativa sono stati ascoltati". Gli autori producono cultura: la cultura è il seme della democrazia, della tolleranza, della libertà di pensiero.

Nei prossimi mesi il testo della direttiva passerà al trilogo, un meeting a porte chiuse parte del processo legislativo europeo, tra Commissione, Consiglio e Parlamento europeo. A favore, infine, si è espresso Raffaele Fitto, fuoriscito di Fi e membro del gruppo conservatore Ecr. "È vergognoso! Ha vinto il partito del bavaglio".

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La posizione del Parlamento europeo (per avere la riforma vera e propria occorrerà attendere l'esito del negoziato con il Consiglio) rafforza la proposta della Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e degli aggregatori riguardo le violazioni del diritto d'autore. Nel contestato articolo 11 si paventa la possibilità da parte degli editori di bloccare la circolazione o chiedere il pagamento dei diritti per anche piccole porzioni di testo. In pratica, "tale responsabilita' imporrebbe di remunerare chi detiene i diritti sul materiale messo a disposizione e protetto da Copyright".

Il testo prevede anche un rafforzamento della posizione negoziale degli autori e artisti "consentendo loro di esigere una remunerazione supplementare da chi sfrutta le loro opere", se il precedente compenso corrisposto è basso e sproporzionato rispetto ai benefici che ne derivano.

Nel tentativo di incoraggiare le start-up e l'innovazione, il testo esclude esplicitamente dalla legislazione le piccole e micro imprese del web, aggiunge l'ufficio stampa del Parlamento europeo.

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