Manovra economica: deficit al 2,4% solo nel 2019

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Dopo l'approvazione del Def con la decisione di sforare il rapporto deficit-Pil e portarlo al 2,4%, le voci di dimissioni e il richiamo alla Costituzione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro dell'economia Giovanni Tria, è volato in Lussemburgo all'Eurogruppo, al primo test europeo sul Def, e quindi sulla manovra 2019. "Il problema è la qualità della manovra", che è, ha sottolineato, "una manovra di crescita". "A prima vista i piani di bilancio non sembrano compatibili con le regole del Patto di Stabilità" avverte il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis. La crescita e l'occupazione saranno i due temi che terranno banco nella discussione tra i titolari del Tesoro degli Stati membri. E quello scenario è arrivato, con una Manovra che è quasi costata le dimissioni del ministro dell'Economia, Tria, e che porterà l'Italia ha toccare il deficit del 2,4% quando lo stesso ministro, l'Europa, le agenzie di rating e gli operatori dei mercati finanziari consigliavano di fermarsi all'1,6% e comunque di non andare oltre l'1,9%.

Il ministro ha sostanzialmente parlato, sempre nell'intervista al Sole 24 Ore, di una nuova clausola di salvaguardia, che questa volta non riguarderebbe l'aumento dell'IVA, ma la spesa pubblica. Ma prima di lasciare Lussemburgo, risponde per le rime a Juncker: "Non ci sarà nessuna fine dell'euro". "Se ci si fosse fermati al 2% (come suggeriva Tria, ndr) invece che a un 2,4% forse le cose potevano essere diverse".

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Le sue rassicurazioni sulla diminuzione del rapporto debito/Pil non ha infatti convinto l'Europa. La reazione del vicepremier Luigi Di Maio è pesante: "C'è qualche istituzione europea che con le sue dichiarazioni gioca a fare terrorismo sui mercati" (ieri, peraltro lo spread ha chiuso a 282 e piazza Affari a -0,49%). Un piano di 38 miliardi spalmati in 15 anni ai quali se ne aggiungono altri 15 nel prossimo triennio, come ha spiegato il premier Giuseppe Conte all'indomani dell'approvazione della nota di aggiornamento al Def. La cabina di regia è prevalentemente politica. Le parole di Moscovici guardano al confronto che si aprirà sulla legge di bilancio auspicando che l'Italia riveda gli obiettivi sul deficit. "Anche se autorevoli rappresentanti della maggioranza, presidenti di commissione, hanno detto che la soluzione migliore sarebbe l'uscita dall'euro, mi auguro che queste siano posizioni personali, perché l'uscita dall'euro provocherebbe danni devastanti all'economia italiana, ucciderebbe le imprese e farebbe precipitare il nostro Paese nel caos".

I due vertici erano appuntamenti di rilievo visto che uno degli aspetti che preoccupa maggiormente gli investitori è proprio lo scenario di escalation di tensione che potrebbe formarsi tra Unione europea e governo italiano. In secondo luogo, non è affatto scontato che la controparte "politica" (leggasi Salvini e Di Maio) si rassegni al taglio della spesa in caso di crescita bassa o non sufficientemente alta.

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