Ritorna il colera: due immigrati dal Bangladesh ricoverati a Napoli

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E non è mancato nemmeno l'Ordine dei giornalisti, che si è subito attivato. "Non è la prima volta che accade, credo sia un modo molto facile di raccattare becero consenso e ottusa attenzione da parte di imbecilli".

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Fosse essa divisoria o riflettente, è avvenuta la definitiva rottura della barriera che separa queste due sfere. Ma il "d'Aragona" se lo è aggiunto lei, sfruttando una somiglianza con una vera famiglia marchionale.

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E' questa una delle situazioni più gravi attualmente registrate e che non lascerebbe molte speranze sul numero dei sopravvissuti . Continuano le scosse , anche superiori alla magnitudo 5, dopo il sisma principale che è arrivato a quota 7.5 sulla scala Richter.

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I polacchi cedono alla distanza e gli azzurri riescono a portare la gara al tie breack. Gli azzurri di coach Blengini sono eliminati, quale che sia il punteggio finale.

A fare da corredo al titolo centrale anche un occhiello, "Lo hanno portato gli immigrati", e uno specchietto sul ricordo storico dell'epidemia di colera del 1973. Allora, però, le persone colpite furono oltre 900 e non 2. Perché se io pensassi e facessi un titolo in prima pagina sul fatto che questa è una città in cui c'è il colera non ci verrei. L'indignazione è scattata anche via Twitter. In Europa, invece, sono decine all'anno i casi di colera importato. Oggi le condizioni mediche della mamma e del neonato sono in miglioramento. I parenti dei due pazienti sono tuttora al Cotugno per ulteriori accertamenti. "I casi sono sotto controllo. La situazione è del tutto sotto controllo".Il colera è una malattia infettiva acuta causata da batteri della specie Vibrio Cholerae, provoca diarrea profusa causata dall'infezione dell'intestino e, spesso, è asintomatica o paucisintomatica. La presenza di colera in paesi poveri - ha ricordato Ippolito - è direttamente associata a un generale stato di povertà e di degrado con carenza di acqua potabile e a inadeguate condizioni sanitarie. Il vibrione è stato isolato, presso l'Ospedale Cotugno di Napoli, nelle feci del piccolo, trasferito dal Santobono, e sulla mamma, rientrati recentemente da un viaggio in Bangladesh e residenti a Sant'Arpino, in provincia di Caserta."Immediatamente è stata allertata la Asl competente - fa sapere l'ospedale - e sono state attivate tutte le procedure previste dai protocolli"."I contatti familiari del caso indice sono stati già individuati e sono attualmente sotto stretta osservazione sanitaria - sottolinea Antonio Giordano, commissario straordinario dell'azienda ospedaliera dei Colli Monaldi Cotugno CTO -".

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