Formula 1, Lewis Hamilton: "Siamo i migliori"

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Nelle qualifiche del gran premio di Formula 1 in Giappone conquista la pole position numero 80 in carriera. Al giro 38 la gara proponeva le due Mercedes in testa, con Hamilton che amministrava in tutta tranquillità la sua gara su Bottas, distaccato di circa 5 secondi e su Verstappen, che però si avvicinava al finlandese della Mercedes.

Al primo pit stop la scelta dei piloti si divideva sulla possibilità di montare o la gomma gialla o la bianca (con la certezza di arrivare fino alla fine), scelta proprio dal leader della gara (Hamilton) per amministrare la corsa fino all'ultimo giro. In un primo tempo Ocon si era classificato con l'ottavo tempo.

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Mercedes 538, Ferrari 460, Red Bull 319, Renault 92, Haas 84, McLaren 58, Racing Point Force India 43, Toro Rosso 30, Sauber 27, Williams 7. "Era comunque difficile seguirlo, e ho fatto del mio meglio per mettermi in condizione di poter approfittare di un suo eventuale altro errore".

Se il Giappone poteva essere un'ultimissima spiaggia per Sebastian Vettel, il sesto posto finale, al termine di una prestazione da incubo, equivale ad una resa delle armi. Un episodio giudicato dai commissari di gara come un semplice incidente, ma che ha messo fine alle speranze di rimonta del tedesco, andato in testacoda e costretto a ripartire dal fondo con la vettura danneggiata. Vettel racconta ancora: "stava per piovere, pensavamo piovesse di più e invece ha smesso. Sono cose che succedono, non è stata la migliore sessione di qualifica, ora vediamo". "È stato tutto fantastico, sono felicissimo - le sue parole a bordo pista appena sceso dalla macchina - Vincere qui, su quella che considero la pista più bella del mondo, è davvero bellissimo", dice il britannico che però resta cauto quando gli si dice che ad Austin potrebbe chiudere il discorso iridato: "Un passo alla volta, non vogliamo cantare vittoria troppo presto, anche se non vedo l'ora di correre ad Austin. oggi c'è stato un bel gap tra me e Vettel ma non è finita, spero di fare bene ad Austin", ha concluso l'iridato. Da lì, le strade si sono separate in maniera irreversibile: Hamilton è decollato e Vettel si è impantanato tra errori individuali e uno sviluppo tecnico della Ferrari non al pari di quello della Mercedes.

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