Italia-Ucraina, le formazioni ufficiali: Insigne al centro del tridente

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Sprazzi di una nuova Italia. Dei prossimi due impegni dell'Italia quello che conta sarà domenica sera in Polonia, perché è lì che la Nazionale si gioca le ultime carte per restare a galla nel difficile girone di Nations League, ma stasera, a Genova contro l'Ucraina, sarà un'amichevole utile per testare innanzitutto lo stato di salute dei suoi azzurri. "Ci sono varie soluzioni che proveremo".

L'Ucraina, disposta con un accorto 4-5-1, si chiude nella propria metà campo e nei primi 45 minuti arriva alla conclusione solo due volte, con gli esterni Konoplyanka e Marlos che peraltro non impensieriscono Donnarumma.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Florenzi, Bonucci, Chiellini, Criscito; Bernardeschi, Jorginho, Verratti; Chiesa, Immobile, Insigne.

UCRAINA (4-2-3-1): Pyatov; Karavaev, Burda, Rakitskiy, Matvienko; Sydorchuk, Malinovskyi; Zinchenko, Marlos, Konoplyanka; Yaremchuk.

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Per la validità del referendum e' necessaria una affluenza di almeno il 30% degli aventi diritto. Dalle 7 - ora locale - sono aperte le urne per votare su una modifica costituzionale.

Buon primo tempo dell'Italia per quanto riguarda il palleggio, meno per l'incisività sotto porta. Reti nella ripresa di Bernardeschi e Malinovskiy. Così al 21' ancora Azzurri pericolosi con Chiesa che pesca Insigne in area, il tentativo di destro a giro dell'attaccante napoletano termina a lato. La stanchezza si fa sentire ma ci si prova fino alla fine: prima è Tsygankov a sfiorare il palo, poi Chiesa a tentare un improbabile acrobazia con palla in curva. Dopo il mimuto di silenzio (accompagnato dagli applausi del 'Ferraris') e prima del riposo c'è tempo per una presa bassa di Donnarumma sul piazzato di Marlos, poi si va negli spogliatoi sullo 0-0. Finché arriva il momento del ricordo: 43' del primo tempo, tutti uniti in campo e fuori pe ricordare i 43 morti del ponte Morandi.

Il secondo tempo riprende con la pioggia. Possibile che Shevchenko pensi già all'impegno di Nations League contro la Repubblica Ceca.

La ripresa riparte con lo stesso spartito, con l'Italia che gioca e al 55' passa meritatamente in vantaggio: dopo tante parate, Pyatov si lascia sfuggire il sinistro potente di Bernardeschi dai venti metri. Povero mister, sarebbe anche ingiusto addossargli tutte le colpe: ha raccolto l'Italia nel periodo peggiore della sua storia, dopo l'incredibile mancata qualificazione ai Mondiali di Giampiero Ventura, e con la Federazione allo sbando (almeno il 22 ottobre finisce il commissariamento del Coni e sarà eletto il nuovo presidente, Gabriele Gravina). E dal tiro dalla bandierina la squadra di Shevchenko trova il pareggio con una girata in mischia di Malinovskyj, che sorprende il portiere azzurro. Nel finale l'Italia colleziona calci d'angolo (15-3 in totale), ma è troppo poco.

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