Pensioni, Boeri: "Quota 100 aumenta debito per le future generazioni"

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Così il presidente dell'Inps, Tito Boeri in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera.

Boeri ha poi affrontato il tema delle pensioni d'oro e ha sottolineato che il risparmio, a suo avviso, sarà inferiore a 150 milioni e riguarderà una platea di circa 30.000 persone. Perchè, ha detto, "sono a vantaggio degli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico" mentre saranno "penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall'aver dovuto subire sin qui, con l'opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione". "Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo".

Secondo Boeri, con queste soluzioni pesanti saranno i "sacrifici imposti anche ai giovani, su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico".

Tito Boeri, numero uno dell'Inps, boccia la riforma pensioni quota 100.

La Fornero "è un furto per i 60enni e per le generazioni future, perché blocca e ingessa il mondo del lavoro", ha poi aggiunto il vicepremier durante una diretta Facebook, a ribadire che sulla modifica della legge non farà passi indietro definendo le modifiche un "atto di giustizia". "Non possiamo esimerci - ha detto - dal lanciare un campanello d'allarme".

Tanto basta a scatenare la replica velenosa di Matteo Salvini, che bolla come "politica" l'analisi di Boeri e lo invita apertamente a candidarsi alle prossime consultazioni elettorali: "Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni".

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Secondo Boeri, il ripristino di quota 100 avvantaggia gli uomini e i dipendenti pubblici ma penalizza le donne e i giovani. "È un'operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro".

I rischi di introdurre quota 100 per il pensionamento anticipato "è quello di minare alle basi la solidità del nostro sistema pensionistico". "Tra l'altro, su questo, avra' una funzione positiva anche il dl dignita', che ha previsto sgravi contributivi a favore delle imprese che assumono stabilmente under 35".

Il numero uno dell'istituto di previdenza nazionale ha anche segnalato che "l'introduzione delle nuove norme porterà già nel 2021 a un incremento di 1 punto di Pil della spesa pensionistica".

In difesa del presidente dell'Inps si schiara l'economista Carlo Cottarelli, ex responsabile governativo della spending review, parlando a margine di una lectio magistralis all'Università Bicocca di Milano.

Le 400.000 uscite, quindi, avrebbero l'effetto di far aumentare la spesa previdenziale e allo stesso tempo andrebbero a ridurre le entrate per l'Inps; anche in caso di nuove assunzioni, infatti, i giovani verrebbero contrattualizzati diversamente rispetto alle uscite, ad esempio tramite apprendistato, percependo inoltre stipendi più bassi di quelli percepiti da coloro che essendo alla soglia della pensione hanno maturato più esperienza e anni di servizio.

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