Mancini: "Meritavamo la vittoria, la strada è quella giusta"

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Roberto Mancini, commissario tecnico della Nazionale.

Spinta dalla voglia di crescere che cerca Mancini e dalla volonta' di onorare Genova ferita dal crollo di Ponte Morandi. La supremazia degli azzurri e' netta come dimostrano i cinque angoli collezionati nei primi 13′ di gara. Pollice sù anche per Nicolò Barella, all'esordio in azzurro, il quale ha più volte tentato di scrivere il suo nome sul tabellino dei marcatori, palesando una personalità da veterano nonostante i soli 21 anni. Durante la prima fase di gioco all'Italia manca solo il gol per colpa di un po' di leziosita' e di mancanza di precisione. In particolare a una girata di Bonucci, a una conclusione di Barella e a un gran tiro di Insigne. "Nel primo tempo abbiamo creato sei, sette palle gol nitide, poi nella ripresa siamo passati in vantaggio ma abbiamo subito il pareggio alla loro prima occasione - ha sottolineato l'attaccante della Juventus - Ho visto una grande Italia, abbiamo giocato bene a calcio, siamo stati bravi, ma non siamo riusciti a vincere". La squadra di Schevchenko, che soprattutto in avvio sbaglia molto, fatica a entrare in partita e non e' aiutata da uno schieramento tattico (4-1-4-1) troppo destinato a contenere. Eppure ci sarebbero state le premesse per una serata di sport senza la solita tensione che si vive durante il campionato o quando la partita "vale" qualcosa. Il pareggio contro l'Ucraina lascia così ancora un po' di rammarico in bocca. Il pari dona vigore agli ospiti che al 70′ vanno vicini al vantaggio sempre con Malinovskiy che da punizione colpisce la traversa a Donnarumma battuto. "Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto". "Barella? Ha fatto un'ottima prestazione per essere al debutto, certo è più facile esordire in casa rispetto ai ragazzi che lo hanno fatto in Portogallo".

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L'Azerbaijan allenata da Garayev ha messo in campo: Aliyeva, Abdulazimova, Samadiva, Yagubova, Mammadova, Karimova libero Azimova. Il pesante svantaggio è pesato sulle spalle dell'Azerbaigian , in totale balia delle azzurre sino alla fine del match (25-10).

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Il Fmi ha invitato quindi i governi ad agire perché, nonostante il rallentamento, la crescita procede. Rallenta anche il Brasile , che nel 2018 cresce dell'1,4% contro l'1,8% previsto in precedenza.

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Sulla vittoria: "La gestione è stato un aspetto importante, non abbiamo raddoppiato ma nel primo tempo abbiamo gestito bene. Quanto si può crescere ancora? Hanno giocato tutti perché lo meritano, non sono matto a ruotarne così tanti.

Nel progetto tanti piedi buoni di Mancini, Federico Bernardeschi sembra quello che si è calato meglio nella parte, oltre ad essere stato il più bravo nel gestire gli attacchi.

Genova. All'ingresso in campo dei giocatori dell'Ucraina per il riscaldamento, dai Distinti dello stadio Luigi Ferraris si alza un "buuuu". Alla fine, però, non basta per avere ragione dell'Ucraina guidata dall'ex Milan Andriy Shevchenko. Al 37' altra occasione per l'Italia con un tiro dal limite dell'area di Chiesa respinto in angolo da Pyatov, nettamente il migliore in campo di tutto il primo tempo. Ma è la capacità dell'Italia di creare le verticalizzazioni per Insigne che rappresenta l'elemento in più capace di spostare gli equilibri in favore degli azzurri.

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