Sulla mia pelle in esclusiva su Netflix: trama e cast

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Un impegno da far tremare.

Ovvero, i giudici hanno chiesto alla procura di Roma di riaprire le indagini in quanto emerge che Cucchi sia stato picchiato ma non si conoscono le cause della morte.

"La coscienza non dimentica" canta Fabrizio Moro in "Fermi con le mani" dedicata a Stefano Cucchi, ma cosa secondo lei non si dovrebbe mai dimenticare di Stefano?

Alessio Cremonini, dunque, non prende le parti dei familiari di Cucchi (come era auspicabile) ma nemmeno quelle del corpo di polizia penitenziaria. Con i suoi genitori a pochi metri di distanza e neanche uno straccio di essere umano che gli dicesse: "Ti vogliono bene, sognano soltanto di riabbracciarti e vederti al più presto".

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Ma nella sua intervista parlerà anche delle sue emozioni, poiché tante sono state le dimostrazioni di affetto nei suoi confronti. La conduttrice de " Le Iene " ha dichiarato: " Ho subito più di un intervento ".

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E ha precisato: " Mi è ripresa la malattia di aver voglia di fare l'amore tutti i giorni con delle donne diverse ". Questa sera , lunedì 8 ottobre, Valerio Staffelli consegnerà il Tapiro d'Oro a Fabrizio Corona .

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Il Documento di economia e finanza scommette sulla crescita, ma dal 2020 l'Iva risale IL VIDEO. Altrettanto forte è la volontà ad avviare un dialogo costruttivo con l'Ue.

Il più grande regalo che voi possiate fare a me e a questo film è sapervi seduti, tutti insieme, per farvi raccontare questa storia.

"Abbiamo seguito tutte le fasi della lavorazione del film grazie ai continui aggiornamenti che ci forniva Cremonini, anche in fase di stesura". Molto spazio. Molte parole. "Negare il ruolo economico e sociale della sala cinematografica, imponendo unilateralmente le condizioni per le uscite contestuali sala-streaming per un film prodotto per il cinema - che, tra l'altro, ha beneficiato del sostegno statale per la produzione-, vuol dire accettare che i festival e le sale diventino solo un passaggio tecnico finalizzato esclusivamente alla promozione delle offerte in streaming". Utile a costringere a riflettere sulla storia di Stefano, sul senso di giustizia, sul rispetto per gli esseri umani. Al di là della legittimità o meno di tale decisione, e senza entrare nel merito di un'avversione che forse, a lungo andare e in assenza di una regolamentazione certa in materia di distribuzione online, potrebbe di fatto risultare vana, il pubblico foggiano ha un motivo in più per rammaricarsi di non poter vedere al cinema il film in questione. La sofferenza che esce da quei volti mi avvolge. Quelli di cui nessuno ha ancora svelato tutte le verità. Nelle decine di piazze che mercoledì e giovedì hanno organizzato proiezioni collettive le presenze sono andate oltre ogni aspettativa: centinaia e centinaia di persone in città come Cremona, Trento e Parma, addirittura abbondantemente sopra il migliaio a Milano.

Quell'immagine così esibita, mostrata, frugata in ogni dettaglio, impietosamente talvolta, è assurta paradossalmente a simbolo di una linea d'ombra, una zona opaca del sistema giudiziario italiano che rimane celata per lo più, sino a quando - come nel caso del povero Cucchi - si manifesta in tutta la sua terribilità, espressione di un'assenza, una colpevolezza o, più semplicemente, un'eterna catena di responsabilità mancate e indifferenza.

Questo film è nato per la sala. Quella che il film mostra è la "via crucis" di un ragazzo, la sua morte assurda, lunga una settimana. Jasmine Trinca (Ilaria Cucchi) in bacheca ha già una caterva di premi, tra cui 1 David di Donatelo, 4 Nastri d'Argento e 2 Ciak d'Oro e con Borghi ha già lavorato in "Fortunata", di Sergio Castellitto. Mi sono sentito in enorme difficoltà.

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