Salvini contro la Francia: "Siete vomitevoli, non accettiamo le scuse"

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Nel suo discorso in tv, Macron - dopo un inedito mea culpa ("la mia determinazione e la mia franchezza possono aver dato fastidio") - ha descritto un momento difficile per la Francia e per l'Europa, con "un mondo che si divide, un'Europa che perde le sue regole, si ripiega su se stessa e cede ai nazionalismi". Emmanuel Macron e il primo ministro Edouard Philippe "sono stati estremamente attenti al fatto che gli equilibri tra donne/uomini, politici/società civile, destra/sinistra fossero rispettati" come "alle origini" del quinquennio, ha insistito l'Eliseo. Siamo di fronte a una vergogna internazionale, e il signor Macron non può far finta di nulla. Sono entrati senza volerlo in Italia. "Non accettiamo le scuse", conclude. I migranti non c'entrano stavolta, visto che sarebbero stati due uomini italiani residenti a Claviere ad essere stati controllati con richiesta di documenti da 4 militari armati dell'esercito francese: "I quattro sono usciti da una zona boschiva dov'erano nascosti e hanno chiesto in lingua straniera i documenti: erano verosimilmente francesi", dice la Procura torinese.

"Non accadrà più", afferma il ministro degli Affari Europei francese Nathalie Loiseau, ha sottolineato: "La cooperazione tra Francia e Italia sulla migrazione è importante".

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Peggio ancora Jean-Luc Melenchon, capo della sinistra radicale della France Insoumise, che stamattina si è visto perquisire casa e ufficio nell'ambito di due inchieste per falsi impieghi e irregolarità: "È un'enorme operazione di polizia politica", ha accusato. Abbiamo disposto un'inchiesta e un'ispezione. Emergono nel frattempo nuove "ombre" sulla Gendarmerie, già responsabile degli sconfinamenti di Bardonecchia (a inizio 2018) e dello scorso venerdì a Claviere (qui tutti i dettagli): la procura di Torino indaga infatti in un terzo episodio sospetto, risalente allo scorso 2 agosto. Parole che molti italiani attribuirono invece al presidente Emmanuel Macron, aggravando ulteriormente la crisi diplomatica tra i due Paesi. Si fa largo anche il giovane rampante macroniano Gabriel Attal, di cui si ricorda l'appellativo "vomitevole" riservato alla decisione del governo italiano di chiudere i porti alle navi con i migranti. "Bisogna relativizzare le cose", ha aggiunto l'Eliseo, come ha riportato il sito di Le Figaro: "È un errore, la prefettura lo ha riconosciuto". Più che di un caso si tratte dunque di un modus operandi sistematico adottato da Parigi per trasferire decine di migranti in territorio italiano.

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