Cosa c'è dietro l'accordo fra Salvini e Di Maio sul condono light

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"Abbiamo il diritto e dovere di andare d'accordo, io condizioni non ne pongo, visto che gli altri sono molto attenti giustamente come lo sono io". C'era pure lui". E poi c'è Guido Crosetto, che nel governo non fa parte ma che forse inquadra meglio di tutti l'intera grottesca giornata sul Decreto Fiscale: "Chi pensa che Di Maio si sia sbagliato o sia ingenuo, ha capito poco. "Non hanno calcolato la reazione leghista, però...". "Ora smettiamola con il dire che c'è panna montata".

E poi a proposito del dl Sicurezza Di Maio ha attaccato ancora a Salvini: "Diciamoci anche un'altra cosa: se c'è un dl sicurezza va difeso da tutto il governo, ma se i miei parlamentari hanno presentato emendamenti e ancora non abbiamo trovato un accordo non è colpa del M5S".

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Piazza Affari inverte la rotta dopo i primi scambi e gira in positivo, con un guadagno dello 0,5% a 19.560 punti. Wall Street prosegue negativa, con il Dow Jones in calo dello 0,2%.

Di Maio: bye bye vitalizi, promessa mantenuta
Pd e FI sono usciti dall'Aula al momento del voto. " Promessa mantenuta " - rilanciando lo slogan " bye bye vitalizi ". Una sorta di muro di gomma, fatto di cavilli e trucchetti da mercato popolare, che porta sempre a un nuovo rinvio.

Belen Rodriguez, bloccata l’ospitata da Mara Venier. C’entra la D’Urso?
Ma allora perché il rifiuto a zia Mara? "Non è vera quella storia, Mara è una burlona". Però dire che non mi piacerebbe fare ancora cinema mi renderebbe ipocrita.

A Bruxelles si gioca una partita politica, e c'è un motivo se Salvini fa sapere di esser pronto ad aprire la "stagione del dialogo" persino con Juncker e Moscovici, non proprio due "amiconi".

I fatti sono troppo noti per meritare un dettagliato riassunto, basterà ricordare che il vice premier Luigi Di Maio, ospite di Bruno Vespa a Porta a Porta, ha lanciato una clamorosa accusa in diretta: qualcuno avrebbe manipolato il testo del decreto fiscale inviato al Quirinale per le valutazioni di rito del Presidente della Repubblica, ingigantendo in maniera mostruosa il condono, quello che i Cinquestelle con eccezionale sprezzo dell'eufemismo chiamano "intervento per la pace sociale". Ma sicuramente si svolgerà. Che abbia cioè dato il via libera a un testo di cui non conosceva tutti i dettagli o rispetto al quale aveva fornito indicazioni differenti. Da un lato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, che torna a puntare i piedi su condono penale e scudo fiscale, mentre dal M5S filtra che il tavolo con l'alleato di governo è destinato a saltare se l'articolato in questione non verrà stralciato dal testo. Noi, a partire dall'Europa, abbiamo tutti contro. Di Maio lo incalza dall'ufficio di Palazzo Chigi: "Dice di non esserci affezionato, e questa è una buona notizia perché allora lo togliamo subito di mezzo" e sopratutto se Salvini dice "che non vuole passare per fesso, io non posso passare per bugiardo". Conte non può vantare neanche questo ruolo di risulta, perché schiaffoni quotidiani gli arrivano persino da coloro che lo hanno pescato dal mazzo per metterlo su quella poltrona. "Non ci interessa dare scudi per capitali all'estero, e abbiamo eliminato delle cause di impunibilità". Adesso Garavaglia e la Lega ci dicono che approvano una norma che introduce condoni penali e scudi fiscali per capitali all'estero? Ora, che cosa dovremmo fare? Il nodo della faccenda non è aver deciso un'operazione in deficit, ma aver dato quel valore al Pil: è la previsione di crescita dell'1,5% ad essere "drogata" (testuale) e l'anno prossimo potrebbe portare a un raddoppio del buco nel bilancio.

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