Renzi, no a governo con M5s

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Paolo Bonolis ieri alla Leopolda a Firenze - che ancora si tiene nonostante i tempi mosci per il Pd-ha preso in giro la coppia governativa Salvini - Di Maio paragonandola a quella composta da Totò e Peppino oppure a Franco e Ciccio o a Boldi e De Sica, facendo ironia, tra le altre cose, sull'impegno del governo nella lotta contro la povertà "per decreto". "Riprovarci per rivincere sarebbe comunque un atto probabilmente non utile a noi e al Pd".

Ribadisce il no a un'allenza con i pentastellati: "Non per i popcorn, ma perché pensiamo che la politica sia passione, idealità, valori, e non poltrone".

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La mano di Ancelotti è visibile nel rendimento dei giocatori che nelle passate stagioni non avevano avuto molto spazio. La relazione e la comunicazione tra le persone è fondamentale per tirare fuori le qualità di un determinato individuo.

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Ho seguito una dieta, sono migliorato, e tutto ciò ha trovato conferme da parte della Roma . LE CONDIZIONI FISICHE - " So di avere molte responsabilità , ma è giusto che sia così.

"C'era un disegno - ha spiegato - sostenuto da personaggi di grande rilevanza, trasformarci in una sorta di piccoli alleati saggi del M5s e pensare che l'ala più razionale della destra dovesse fare altrettanto con Salvini, per arrivare a un bipolarismo populista". "I barbari li avevano già romanizzati, pezzi importanti dell'establishment avevano già detto no al referendum, come pezzi del sistema economico e finanziario e l'Economist". L'attesa è tutta per il discorso che Renzi terrà alle 12,30 e con il quale concluderà i lavori di questa edizione intitolata "Ritorno al futuro", con espliciti riferimenti al film culto di Robert Zemeckis, richiamato sul palco anche dalla DeLorean, l'auto con cui i protagonisti viaggiavano nel tempo. Ascolta i miei consigli? "Oggi vanno fortissimo Salvini e Di Maio".

Quindi un attacco sul condono ("Come dire che chi ha pagato le tasse è uno scemo") e sulla nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai ("Un bugiardo, una fake news che cammina"). "Domani il gruppo lo denunci per calunnia e diffamazione, vergogna!", ha tuonato l'ex presidente del Consiglio dal palco della Leopolda. "Neanche Berlusconi arrivò a tanto, vergognatevi".

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