S&P conferma il rating Italia, ma taglia outlook da stabile a negativo

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Declassamento evitato. L'agenzia di rating Standard & Poor's conferma il rating dell'Italia a BBB ma l'outlook diventa negativo. E lo fa attaccando il governo giallo-verde. "Prevediamo che resti fermo agli attuali livelli elevati del 128,5%" spiega Standard & Poor's, secondo la quale il piano di bilancio del governo rappresenta un'inversione rispetto alla precedente strada intrapresa di risanamento di bilancio e questo "indebolira' probabilmente la posizione di bilancio dell'Italia e le sue prospettive economiche". L'agenzia di rating è in allarme, dunque, anche per il debito che smetterà di ridursi anche perché le previsioni di crescita dell'economia - quelle del governo - sono "ottimistiche".

- PENSIONI: "Data l'ampiezza del cambiamento demografico in corso in Italia" le misure del governo per capovolgere parzialmente la Fornero se "attuate in pieno invertiranno i guadagni" realizzati con la riforma e "minacceranno la sostenibilita' di lungo termine dei conti pubblici". La decisione sull'outlook assegna all'agenzia il potere di abbassare il rating nei prossimi 24 mesi. Lo afferma Standard & Poor's. L'outlook è infatti sceso a "negativo" dal precedente "stabile" complici le deboli prospettive di crescita e le tensioni con l'Europa.

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Le banche italiane sono il principale creditore del governo e a detta di S&P l'impostazione di politica economica e fiscale del governo hanno eroso la fiducia degli investitori. È quanto afferma la nota di S&P con cui ha rivisto a negativo l'outlook dell'Italia.

- BANCHE: L'aumento dei rendimenti sui titoli di stato italiani ha effetti negativi sull'accesso delle banche ai finanziamenti sul mercato dei capitali: "un ulteriore aumento dei rendimenti potrebbe ridurre la capacita' delle banche di finanziare l'economia italiana". Standard&Poor's tra le altre cose rivede al ribasso proprio le stime di crescita per l'Italia all'1,1% per quest'anno e il prossimo (in precedenza aveva previsto una crescita dell'1,4 per cento per tutti e due gli anni). Per il 2019 S&P stima un deficit al 2,7% rispetto al 2,4% indicato dal governo.

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