Torino: si decide sulla Tav. Tensioni dentro il consiglio comunale (e fuori)

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Tra gli espulsi anche l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino. "Io non ho gradito quello che avete fatto", ha commentato il presidente del Consiglio comunale.

In Sala Rossa passa la mozione del Movimento 5 Stelle che chiede di fermare i lavori della Tav. Non soltanto perseguono un rozzo e feroce giustizialismo, ma hanno una totale incompetenza e inesperienza che rende chi ci governa pericoloso.

Non solo Confindustria, ma la gran parte delle associazioni imprenditoriali sono mobilitate per la linea ferroviaria ad alta velocità: "Non vorrei che si facesse pagare al Piemonte il prezzo di altre regioni". La sua posizione, però, è in linea con quella di Di Maio: "Siamo sempre stati contrari alla Tav, ora la decisione spetta al governo e spero si arrivi in fretta a una conclusione", sono le parole della prima cittadina.

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"Quanto approvato oggi dal Consiglio comunale di Torino è un oltraggio al futuro della nostra città, delle imprese, dei lavoratori". Ma, fa sapere oggi Ilario Lombardo sulla Stampa, sul tavolo c'era anche un report di Goldman Sachs che pronostica una fine prematura per il governo grillino: dopo le Europee è improbabile che resti in carica.

Più della protesta, colpisce il linguaggio: i toni sono diventati ruvidi, è saltato l'aplomb che regge il confronto tra chi reciprocamente si riconosce come interlocutore. "Negli appelli del mondo produttivo ho visto rassegnazione culturale e poco coraggio", accusa la capogruppo grillina Valentina Sganga.

La Tav in Val di Susa non è una ferrovia locale, ma una tratta di quel "corridoio mediterraneo" che collegherà la Russia all'Atlantico. Non possono fare altro. Corrado Alberto (presidente Api), Dario Gallina (presidente Unione Industriale), Giorgio Marsiaj (presidente Amma), Maria Luisa Coppa (presidente Confcommercio), Giancarlo Banchieri (Confesercenti), Dino de Santis (Confartigianato), Andrea Talaia (Cna), Antonio Mattio (Ance) e Alessandro Frascarolo (Confapi) saranno in Consiglio comunale per ribadire che quel voto No Tav non li rappresenta e non rappresenta la città: "L'approvazione - spiegano congiuntamente i presidenti delle Associazioni d'impresa torinesi - sarebbe un atto gravissimo dal punto di vista politico e istituzionale". E poi i rappresentanti di Filca Cisl, Feneal Uil e Fillea Cgil che distribuiranno volantini fuori al Municipio.

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