Elezioni Usa, Trump perde la Camera ma esulta: ecco perché è soddisfatto

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I sondaggi questa volta non hanno sbagliato: alle elezioni di midterm il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha perso la Camera. E' diventata il volto nazionale dei giovani democratici scontenti, spesso donne e minoranze, che cercano di spingere il partito a sinistra.

Al Senato - dove si rinnovano 35 seggi, in maggioranza al momento dei democratici, alcuni in stati a maggioranza Gop - il partito del presidente Donald Trump stanno registrando delle importanti vittorie, conquistando quattro seggi che erano dei democratici, in Indiana, Missouri, Floria e North Dakota. Per rendere l'idea, anche un acchiappavoti come Ronald Reagan impattò in elezioni Midterm sfavorevoli, per non parlare di un Obama che, letteralmente travolto dall'onda rossa repubblicana, perse il controllo di entrambe le Camere, cosa che a Trump non è successa. "Ma oggi - ha scritto l'ex candidata alla Casa Bianca - non vogliamo votare solo contro l'estremismo, l'intolleranza e la corruzione, ma per candidati fantastici in tutto il paese, compreso un numero storico di donne".

La difficoltà nel raggiungere un compromesso bipartisan, necessario per l'approvazione di riforme condivise, ha in questi anni di fatto paralizzato l'azione politica del Congresso sulle questioni più urgenti, facendo ricorrere sempre di più i presidenti allo strumento dell'atto esecutivo. Ha battuto il deputato repubblicano uscente Kevin Yoder.

Non serve un'elezione per sapere che siamo una nazione divisa, e ora abbiamo una Washington divisa. Sembra non essersi verificata la "blue wave" ("onda azzurra" - l'azzurro in America è il colore dei Democratici, ndr) che alcuni paventavano: i Democratici hanno sì prevalso, ma senza "travolgere" i Repubblicani. Viene confermato così che si è trattata un'affluenza superiore alla media per le elezioni di midterm, cioè non presidenziali, che solitamente supera di poco il 40%.

Il vantaggio per i Democratici è chiaro: Trump non potrà fare molto di quello che ha promesso. Tra loro c'è la 29enne democratica Alexandria Ocasio-Cortez, la donna più giovane mai eletta al Congresso americano; la democratica Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso; e la democratica Sharice Davids, la prima donna nativo-americana in Congresso. Si tratta di distretti che vanno ai conservatori rispettivamente dal 1971 e dal 1993.

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Il democratico Tim Kaine, candidato vicepresidente con Hillary Clinton nel 2016, ha vinto il seggio al Senato in Virginia, secondo le proiezioni della Cnn. "Mike, sarai il mio compagno di gara?", ha chiesto Trump pubblicamente alla Casa Bianca davanti ai giornalisti.

Sono le 10:30 di sera e su tutte le reti televisive continuano a gocciolare numeri e percentuali come da una flebo... ci vorranno ore per capire come andrà a finire la storia nei dettagli.

I dati ufficiali sono del Center for Women and American Politics (CAWP) di Rutgers: 61 le donne, nello specifico 41 democratiche e 20 repubblicane, che hanno tentato le primarie del proprio partito per la nomination alla carica di governatore.

Nonostante l'onda blu promessa dai Dem non ci sia stata, Trump aveva fatto di questa tornata elettorale un referendum su di lui, quindi i risultati assumono un altro valore, e in ogni caso il fatto di avere preso il controllo della Camera ostacolerà l'operato del 45esimo presidente Usa fino al termine del suo mandato nel 2021.

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