Asia Bibi, il marito all'Italia: "Aiutateci a lasciare il Pakistan"

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A partire dall'ex premier, Paolo Gentiloni che ha scritto su Twitter: "Il Governo faccia subito tutti i passi necessari per accogliere in Italia #AsiaBibi". A Karachi, città metropolitana nel Sud del Pakistan, movimenti religiosi islamici hanno organizzato nuovi cortei.

"Grazie a Dio. Sia lode al Signore".

Secondo le testimonianze di chi l'aveva accusata, Bibi rispose: "Credo nella mia religione e in Gesù Cristo, morto sulla croce per i peccati dell'umanità". Custodisce con grande cura il Rosario consegnato al marito dal Pontefice per lei, durante l'udienza in Vaticano del 24 febbraio scorso. Lo ha fatto sapere un avvocato. Ashiq Masih ha lanciato la sua richiesta di aiuto all'Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. In un comunicato successivo il Pakistan Tehreek-i-Insaf ha aggiunto che la petizione di Salaam "era stata inoltrata dal Tlp che non ha nulla a che vedere con il governo".

Asia Bibi e legge sulla blasfemia: c'è ancora tanto odio in Pakistan da parte degli estremisti? Per mettere fine alle proteste il governo ha dovuto scendere a compromessi e acconsentire al divieto per Asia Bibi di lasciare il paese e a non opporsi ai movimenti estreisti che intendono presentare ricorsro contro il proscioglimento. Il governo italiano deciderà di rispondere al suo appello? Aggiungiamo noi una dichiarazione dell'altro giorno del Ministro degli Interni Matteo Salvini (foto sotto): "La nostra diplomazia è al lavoro, ma dobbiamo muoverci con cautela e sotto traccia per tutelare anche gli italiani e le aziende che operano in Pakistan". Tuttavia per ridurre il rischio di aggressioni e attentati, le diocesi di tutto il paese hanno cancellato le messe in programma per la commemorazione dei defunti, i cimiteri sono stati chiusi.

Il portavoce del ministero degli Esteri, Muhammad Faisal, ha detto che "lei è ancora in Pakistan", smentendo le notizie di una partenza per l'estero.

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In questo contesto, i cristiani del Pakistan, l'1,6% su oltre 200 milioni di abitanti, al 96% musulmani, temono ritorsioni.

Condannata a morte nel novembre 2010, l'Alta corte di Lahore aveva poi confermato la sua condanna quattro anni dopo, in tal modo Asia ha cosi trascorso ben nove anni nel braccio della morte del carcere di Islamabad.

La "legge sulla blasfemia", introdotta in Pakistan nel 1986, punisce con l'ergastolo o la pena di morte il vilipendio al Corano e a Maometto.

Pertanto, a questo punto, non volendo mettere in discussione la buona fede e le migliori intenzioni dei componenti dell'associazione Abu Bakar, è fuor di dubbio che la prima domanda che dovremmo farci è questa: Ma quanti tipi di Islam esistono? "Finalmente le nostre preghiere sono state ascoltate!".

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