Manovra, il ministro Tria lascia in anticipo l'Ecofin e torna a Roma

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Nella situazione attuale, la commissione europea e gli stessi ministri dell'Eurogruppo si accontenterebbero con tutta probabilità di una marcia indietro dell'Italia verso un rapporto deficit/Pil al 2 per cento o appena al di sopra. Dopo il vertice di oggi a Chigi, Tria venerdì sarà audito dalle commissioni Finanze e Bilancio della Camera che ascolteranno anche i vertici di Bankitalia. "Abbiamo studiato la manovra, i dati e la strategia". In questo contesto la Commissione ha mandato un avviso all'Italia sul debito, primo step per una eventuale procedura. "Noi risponderemo alla Commissione entro i termini prestabiliti", ha concluso. Il dialogo con la Ue, dunque, continua.

Secondo la linea della Commissione, finché Roma dava prova di accumulare sufficienti avanzi primari per ridurre il debito/Pil, abbondantemente sopra la soglia del 60% prevista sin dal trattato di Maastricht, si è deciso di premiare l'impegno del governo italiano. "Non c'è compromesso, nessun conflitto" con Bruxelles, ha dichiarato. Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari Economici, aveva spiegato di non essere "mai stato partigiano delle sanzioni", che sono "la peggiore delle vie d'uscita", ma escludeva "un accordo di compromesso" perché "le regole sono regole, devono essere rispettate, e penso che siano anche favorevoli agli italiani, perché un bilancio che prevede l'aumento del debito è un bilancio che comporta un aumento del peso" fiscale "sui cittadini italiani". E il ministro risponde piccato: "Lei non è 'il mercato', e non lo sono io". La riunione dell'Eurogruppo è stata tranquilla, in un clima caratterizzato dalla pacatezza dei toni, in cui ognuno ha esposto le proprie ragioni. "E lo auspico perché è assolutamente necessario per andare avanti". "L'Italia ha un'altra settimana" per presentare una manovra rivista.

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Come già annunciato in una precedente intervista, il Commissario francese ribadisce il sostegno dell'Eurogruppo a chiedere all'Italia una versione rivisitata del Documento Programmatico di Bilancio: "Non sono mai stato un partigiano delle sanzioni, sono a favore del dialogo. La decisione sull'eventuale procedura non è in agenda adesso perché bisogna vedere che cosa risponderà l'Italia". C'è l'invito a trovare il modo. "La Commissione agirà da guardiano dei trattati, facendo rispettare le regole, che non sono stupide ma di buon senso". Il 13 novembre una risposta dell'Italia alla Commissione ci sarà in ogni caso. "Lasciatemi continuare il dialogo con la Commissione", aggiunge.

(Teleborsa) - Eurogruppo coeso con la Commissione europea in merito allaManovra italiana, ma comunque aperto al dialogo con Roma. Deviazioni simili, hanno ricordato ancora le fonti del MEF, ci sono già state in passato, da parte di altri Stati membri: e come in passato se ne discute nell'ambito del Patto di Stabilità.

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