Aquarius nel mirino, la nave è stata sequestrata: "Traffico di rifiuti pericolosi"

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C'è anche all'approdo nel porto di Brindisi nell'inchiesta della Procura di Catania da cui è scaturito il sequestro preventivo della nave Aquarius, simbolo dell'odissea in mare vissuta dai migranti: l'accusa mossa nei confronti di alcuni vertici dell'Ong Medici senza frontiere è legata allo smaltimento illecito di rifiuti, vale a dire kit sanitari (mascherine, garze, guanti) usati per prestare la prima assistenza, abiti, teli e coperte e scarti di cibo, in occasione degli sbarchi in undici scali italiani. È quanto eseguito dalla guardia di finanza di Catania, su disposizione della procura, nell'ambito di un'indagine per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi che coinvolge 24 persone e la ong Msf. Sotto inchiesta ci sono il comandante e il primo ufficiale dell'Aquarius, il russo Evgenii Talanin e l'ucraino Oleksandr Yurchenko. Dopo aver vagliato la situazione Msf replica e: "condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius" per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo. Questo, secondo l'accusa, il meccanismo che veniva messo in atto: durante la navigazione verso il porto di destinazione si provvedeva alla fornitura di indumenti nuovi e di alimenti ai migranti salvati in mare, producendo quelli per l'accusa erano dei "rifiuti pericolosi a rischio infettivo". Dopo aver ipotizzato che a finanziare alcune Organizzazioni umanitarie fossero i trafficanti di esseri umani e aver sequestrato la nave di Proactiva con l'accusa, poi caduta, di associazione a delinquere, la procura di Carmelo Zuccaro torna dunque ad accendere un faro sulle organizzazioni impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Ecco perché, spiega al suo interlocutore, bisogna comportarsi "come una zanzara in una cristalliera, non come un elefante dentro la cristalliera.si spezza il coso poi non posso aiutarti". I fatti contestati risalgono al periodo gennaio 2017 - maggio 2018, e riguardano anche un'altra nave utilizzata da Msf, la Vos Prudence, che avrebbe adottato lo stesso comportamento nel periodo tra il marzo e il luglio 2017.

Su delega della procura distrettuale di Catania, i finanzieri del comando provinciale di Catania e della sezione operativa navale di Catania, insieme al Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (Scico) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo d'urgenza per un importo complessivo pari a circa 460mila euro, ritenuto corrispondente al presunto profitto per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nei confronti sia di due agenti marittimi sia delle Ong "Medici senza frontiere - Operational Centre Belgium - Missione Italia", "Medici senza frontiere - Operational Centre Amsterdam", sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti. A Trapani, il 15 e il 30 aprile 2017, la Procura contesta "dichiarazioni mendaci di Medici senza frontiere Olanda attestanti la non presenza tra i rifiuti scaricati di sostanze infettive o contagiose, nonostante i sette casi sospetti di tubercolosi, infezioni urinarie ed ematurie, varicella e scabbia, segnalati dall'ufficio di sanità marittima di Pozzallo". Per la Ong si tratta di una misura "sproporzionata e strumentale".

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Nella nota l'ong ricorda che con cinque navi umanitarie attive in tre anni di operazioni in mare, ha soccorso oltre 80.000 persone in coordinamento con le autorita' marittime e nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali.

Avveniva tramite "una artificiosa comunicazione documentale" la "declassificazione dei rifiuti a rischio infettivo" da Vos Prudence e Aquarius durante 44 sbarchi effettuati complessivamente dalle due navi dal gennaio 2017 a maggio 2018.

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