Batterio killer in sala operatoria, aperta inchiesta sulla morte di 6 persone

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Il batterio killer Mycobacterium Chimaera ha provocato la morte di sei persone mentre altre 18 sono state infettate tra Padova, Vicenza e Treviso. "L'allerta, naturalmente, da parte nostra è massima". In regione sono almeno due i decessi accertati e dovuti ad infezione dal batterio.

I decessi riconosciuti in Emilia-Romagna sono avvenuti presso il Salus Hospital di Reggio Emilia e risalgono, come si diceva, alla scorsa estate, ma le cartelle da riesaminare riguardano un periodo molto ampio, dal 2010 al 2017, per i casi di interventi a carico delle valvole cardiache. È quello che cercheranno di dimostrare gli inquirenti e i tecnici specializzati che in giornata hanno effettuato ispezioni in tutte le cardiochirurgie del Veneto, su ordine della Regione governata da Luca Zaia.

Si tratta di macchine cuore-polmone che consentono la circolazione extracorporea durante particolari interventi di cardiochirurgia. Il legame macchina-batterio è l'acqua, che serve per raffreddare l'apparecchiatura: è da qui che può liberarsi un aerosol con il microrganismo.

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Nel quadro della già ricordata attività di valutazione del rischio, il ministero della Salute richiede alle Regioni un approfondimento dei dati raccolti a partire dal 2016 dall'Iss, che hanno evidenziato la circolazione del micobatterio anche in Italia, i dati relativi a eventuali casi, sporadici o in cluster, di infezione invasiva da Mycobacterium, anche attraverso un'analisi retrospettiva dei dati stessi e, infine, una verifica su Dispovigilance (sistema informativo per la rete nazionale di vigilanza sugli incidenti che coinvolgono dispositivi medici) di eventuali eventi riportati. I pazienti cardiochirurgici coinvolti nell'indagine erano affetti da polipatologie e al momento non risultano ulteriori comunicazioni di casi accertati. Che è usato in tutto il mondo. Fa eccezione l'Azienda ospedaliera di Verona, che non ha registrato contaminazioni poiché ha acquistato un modello di macchinario prodotto da una ditta giapponese, la Terumo, con il supporto del dispositivo LivaNova. La manutenzione delle due macchine è stata eseguita dall'azienda distributrice italiana con cadenza annuale, seguendo le indicazioni per il trattamento dell'acqua con l'azione battericida e attenendosi anche a quanto indicato nell'avviso di sicurezza di Sorin del 2015 e dalle linee guida EU protocol for case detection laboratory diagnosis and enviromental testing of Mycobacterium chimaera.

Vicenza, batterio killer in sala operatoria: è stata aperta un'inchiesta su sei morti sospette.

L'Ospedale ha sempre attuato con tempestività tutti gli adeguamenti e le verifiche richieste e necessarie al corretto utilizzo dei macchinari, con l'obiettivo di preservare in ogni aspetto la salute dei pazienti e degli operatori.

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