Tim, Di Maio: su scorporo rete nessun progetto in corso

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Mentre sul Gruppo Tim il bilancio è "impietoso" e "negativo", a "distanza di 18 anni dalla privatizzazione di Telecom Italia". Si conclude così la nota dei sindacati.

Come si legge nel comunicato congiunto, le segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uicom Uil sono contrarie ad ogni ipotesi di 'spezzatino' e insistono sulla necessità di difendere il patrimonio industriale, occupazionale e professionale, dell'intero perimetro del Gruppo Tim in Italia, della sua rete, dei suoi asset "anche a seguito di eventuali operazioni industriali e societarie che potrebbero determinarsi" sottolineano in una nota congiunta. Sono tra le principali preoccupazioni che hanno portato i sindacati delle tlc a organizzare il presidio, in corso sotto la sede del Mise. Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, ha sconvocato la riunione con i sindacati per discutere del futuro di Tim. Sul tavolo del governo c'è il progetto della rete unica, anche se lo stesso Di Maio ha negato che esistano "piani segreti". Il gruppo Tim - hanno spiegato - occupa oggi 49.300 persone in Italia, a cui si aggiungono circa 50mila addetti dell'indotto.

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Oggi le sigle slc cgil, fistel cisl e uilcom uil avrebbero dovuto incontrare il ministro, ma il confronto è saltato per sopravvenuti impegni istituzionali. Per quanto riguarda il comparto dei call center "è uno dei più esposti ai problemi della delocalizzazione e della concorrenza sleale sul costo del lavoro. Questi fattori, in un settore già stremato dalla crisi, hanno provocato e stanno provocando gravi crisi occupazionali che non possono e non devono ripetersi", ricordano i sindacati delle tlc.

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