Vialli malato di cancro: intervista ex calciatore Sampdoria Juventus e nazionale

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Ora sta bene ma, sottolinea, "non ho ancora la certezza di come finirà la partita". "Ne avrei fatto volentieri a meno". Ma non è stato possibile - rivela al Corriere della Sera -E allora l'ho considerata semplicemente una fase della mia vita che andava vissuta con coraggio e dalla quale imparare qualcosa. "Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia", ha raccontato l'ex calciatore. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Kathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. "Inizialmente lo vivevo quasi con vergogna, come se questo cancro fosse arrivato per colpa mia". Ho iniziato a scrivere il libro - racconta Vialli - per aiutare le persone a trovare la strada giusta. Luca ha subito un intervento, poi si è sottoposto a otto mesi di chemioterapia e a sei settimane di radioterapia. E' passato un anno e sono tornato ad avere un fisico bestiale (ride, ndr). 98 storie +1 per affrontare le sfide più difficili, edito da Mondadori, in cui la novantanovesima vicenda è proprio quella legata al definitivo abbattimento di quel male che un altro grande ex grigiorosso, Emiliano Mondonico, chiamava "la bestia".

Una bomba davvero è stata sganciata sul calcio italiano e per una volta non si tratta dell'ennesimo scandalo di "Calciopoli", ma della rivelazione di uno dei professionisti più amati di tutti i tempi, Gianluca Vialli.

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A tallonarlo Sam Lowes , di ritorno nella scuderie Federal Oil Gresini e Alex Marquez (EG 0,0 Marc VDS). La pioggia ha condizionato la seconda giornata di test di Moto2 a Jerez della Frontera.

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Vicenza , batterio killer in sala operatoria: è stata aperta un'inchiesta su sei morti sospette . In regione sono almeno due i decessi accertati e dovuti ad infezione dal batterio .

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Entrambi gli atleti, assolti in secondo grado dalla giustizia italiana, potranno fare appello alla Corte Arbitrale per lo Sport. Radiazione totale dunque da eventi organizzati dall'ATP a cui non potrà partecipare nemmeno come spettatore.

Ha scritto Goals perché la sua storia potesse essere un esempio per chi si trova ad affrontare simili battaglie. E spero che il mio sia un libro da tenere sul comodino, di cui leggere una o due storie prima di addormentarsi o al mattino appena svegli. Perché, dice, "l'importante non è vincere; è pensare in modo vincente". Vorrei che qualcuno mi guardasse e mi dicesse: "È anche per merito tuo se non ho mollato".

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