Corte di Strasburgo: cancellata dalla lista la denuncia di Berlusconi contro l'Italia

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In quell'occasione, Berlusconi aveva messo in evidenza che, data la sua riabilitazione in Italia, un'eventuale sentenza della Corte di Strasburgo non avrebbe avuto "alcun effetto utile" essendo già venuta meno la sua incandidabilità e non potendosi stabilire "alcun risarcimento adeguato" per la perdita del mandato di senatore. Nell'aprile di quest'anno, l'intervenuta riabilitazione ha anticipatamente cancellato gli effetti della predetta legge. Per la legge italiana, Berlusconi è già pienamente candidabile: la sentenza del Tribunale del Riesame di Milano dell'11 maggio scorso lo ha riabilitato, visto che aveva scontato la pena ai servizi sociali per la condanna passata in giudicato per frode fiscale nel processo Mediaset.

"La Corte decide di cancellare la causa dal ruolo".

Nella giornata di oggi, la Corte europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha definitivamente archiviato il ricorso intentato e poi ritirato da Silvio Berlusconi contro la Legge Severino.

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IL RICORSO DI BERLUSCONI - Il ricorso di Berlusconi alla Corte verteva, nel dettaglio, su diversi punti: anzitutto, basandosi sull'articolo 7 (nessuna punizione senza legge), Berlusconi aveva sostenuto che l'applicazione della legge Severino, che gli aveva impedito di candidarsi e ne aveva provocato la decadenza dalla carica di senatore, avesse violato i principi di legalità, prevedibilità, proporzionalità e applicazione non retroattiva della pena. Il caso è stato discusso il 22 novembre del 2017 in un'udienza storica della Grande Camera della Corte di Strasburgo, alla presenza di 500 giornalisti. Ma a maggioranza - com'è sottolineato nel dispositivo - i giudici hanno deciso che il caso "Berlusconi contro Italia" non rientrava tra questi.

Nonostante ciò, l'ex presidente del Consiglio aveva dichiarato che la norma non doveva essergli applicata dal momento che i reati per cui era stato condannato furono commessi prima dell'entrata in vigore della legge. "Non vi era dunque più alcun interesse di ottenere una decisione che riteniamo sarebbe stata favorevole", si legge in una nota.

Una linea che era stata ampiamente annunciata dalle indiscrezioni dei giorni scorsi.

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