Istat, donne e ragazzi leggono di più

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I "grandi" editori, con oltre 50 opere all'anno, rappresentano il 15,1% degli operatori attivi nel settore. I piccoli e i medi editori hanno, al contrario, fatto registrare addirittura delle flessioni.

In Italia nel 2017 il settore editoriale è composto da 1.459 operatori attivi, tra le case editrici in senso stretto, gli enti, pubblici e privati, laici e religiosi, i centri studio, le associazioni, le società di persone e le ditte individuali, le società di capitali, nonché le aziende a vocazione tipografica, che svolgono attività di produzione editoriale, anche se come attività secondaria e in modo non continuativo.

L'ISTAT ha diffuso nuovi dati sulla lettura e sulla produzione di libri in Italia, relativi al 2017: il più rilevante è che è aumentato il numero di libri pubblicati, del 9,3 per cento, e sono aumentate anche le singole copie stampate, del 14,5 per cento e del 13 per cento se si considerano solo i libri nuovi e non le riedizioni.

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Per quanto riguarda i settori, è l'editoria per ragazzi a presentare una forte crescita rispetto al 2016, pari a +29,2% per le opere e +31,2% per le tirature, anche se l'incremento più d'impatto si registra nel settore dell'editoria educativo-scolastica, con il raddoppio sia dei titoli sia del numero di copie stampate.

Continua a crescere il mercato digitale dei libri: circa 27mila titoli (oltre il 38% dei libri pubblicati nel 2017) sono disponibili anche in formato e-book; la quota supera il 70% per i libri scolastici. Tra i ragazzi di 11-14 anni legge l'80% di chi ha madre e padre lettori e solo il 39,8% di coloro che hanno entrambi i genitori non lettori. Il 12,7% è un lettore "forte", ossia legge almeno un libro al mese. La popolazione femminile mostra una maggiore inclinazione alla lettura già a partire dai 6 anni: complessivamente il 47,1% delle donne, contro il 34,5% dei uomini, ha letto almeno un libro nel corso dell'anno. Nel 2017, sono il 41% le persone che hanno letto almeno un libro per motivi non professionali (circa 23 milioni e mezzo). Oltre la metà (54%) sono "piccoli" editori, con un massimo di 10 opere in un anno, e il 31% sono "medi" editori, che producono da 11 a 50 opere in un anno. Oltre la metà degli editori attivi ha sede nel Nord del Paese, con la città di Milano che, da sola, ospita più di un quarto dei grandi editori. Librerie indipendenti e store online sono considerati dagli editori i canali di distribuzione su cui puntare per espandere domanda e pubblico dei lettori. Secondo gli editori la causa della bassa propensione alla lettura è da ricercare nel basso livello culturale della popolazione e nella mancanza di efficaci politiche scolastiche di educazione alla lettura. Persistono ampi divari territoriali: legge meno di una persona su tre nelle regioni del Sud (28,3%), quasi una su due in quelle del Nord-est (49,0%).

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