Venezia, con la manovra arriva il "ticket di ingresso"

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Venessia.com, giusta tassa sbarco per 'giornalieri' - "La 'tassa di sbarco' punta giustamente a 'colpire' i turisti giornalieri, che sono la maggior parte dei visitatori della città, ma portano in termini di fatturato solo il 30% a fronte del 70% portato dai pochi milioni di pernottanti che pagano da anni la tassa di soggiorno". I turisti 'mordi e fuggi', ricorda Secchi, "sono i responsabili degli intasamenti che tanto mettono in difficoltà la cittadinanza". Promuove il nuovo 'ticket' d'ingresso a Venezia, contenuto in una norma della legge statale di bilancio, Matteo Sechi, portavoce dell'associazione 'Venessia.com', che si batte per la difesa della città lagunare dal turismo di massa. Già nel nel 2007 il Coses (un consorzio tra Comune e Provincia di Venezia che svolge funzioni di centro studi), stimava 22 milioni l'anno, qualche anno fa il Comune aveva aggiornato il dato a 27,5 milioni.

La misura è prevista nel comma 1129 che prevede la possibilità di applicare il contributo a chi raggiunge "con qualunque vettore la città antica". Più difficile sarà applicarla ai passeggeri dei treni, come a chi arriva con l'auto privata.

L'obiettivo, viene spiegato, è di "offrire all'amministrazione comunale di Venezia la facoltà di uno strumento dalla duplice finalità: per un verso, potrebbe portare all'incremento del gettito dagli accessi alla città, poiché il contributo di sbarco sarà versato a prescindere dal pernottamento in strutture ricettive". Nel testo si legge che il Comune è autorizzato "ad adottare nelle proprie politiche di bilancio, in alternativa all'imposta di soggiorno, l'applicazione del contributo di sbarco previsto per le isole minori". La norma prevede che l'importo massimo, consentito per entrambe i contributi (di sbarco, e di soggiorno) possa essere elevato a 10 euro.

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Le prime stime della tassa di sbarco si assestano su cifre tra i 40 e i 50 milioni. Riguarderà solo i visitatori giornalieri e sarà alternativa all'attuale imposta di soggiorno, pagata da chi alloggia in hotel.

Bocca (Federalberghi):giusto, nostre città come musei D'accordissimo sul balzello introdotto dalla manovra anche Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, perché "le nostre città sono musei: come accade nei musei, è giusto pagare il biglietto d'ingresso".

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