Dal 2 gennaio iniziano i saldi invernali anche a Catania

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PROVA DEI CAPI - Non c'è obbligo. Quelli invernali, si sa, sono i più interessanti (il prezzo di un capospalla scontato del 40 e 50 per cento fa la differenza).

Il 2019 è appena iniziato e gli appassionati dello shopping e del risparmio sono pronti ai tradizionali saldi invernali.

Per il Codacons "questo perché da un lato la data di partenza delle promozioni al termine delle feste natalizie e di Capodanno è assolutamente inadeguata, avendo le famiglie già svuotato i portafogli tra regali e spese alimentari; in secondo luogo i consumatori hanno modificato profondamente le proprie abitudini, spostando gli acquisti verso l'e-commerce che registra crescite delle vendite a due cifre e che può godere di sconti liberi tutto l'anno".

Quelli di quest'anno saranno saldi, euro più euro meno, in linea con quelli dello scorso anno, ma avranno la straordinaria opportunità di risvegliare i consumi. Il negoziante è obbligato a sostituire l'articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare.

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Sinceramente tutta questa storia del tumore e dell'operazione non l'ho presa nel migliore dei modi". Succederà fra una decina di giorni più o meno, intorno al 10 di gennaio .

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LE REAZIONI - Al discorso del Capo dello Stato sono seguiti a stretto giro i primi commenti del mondo politico. La capacità competitiva del nostro sistema produttivo che si è ridotta.

Regole auree per affrontare saldi che quest'anno interesseranno oltre 15 milioni di famiglie in tutta Italia per un totale di 5,1 miliardi di euro, 140 euro pro capite.

"I consumatori potranno trovare "vere" occasioni nei nostri negozi, all'insegna della trasparenza del rapporto qualità/prezzo e della fiducia, con la professionalità e il servizio che da sempre contraddistinguono il commercio di prossimità. Bene dunque l'aver sterilizzato per questo 2019 l'incremento di 2,2 punti percentuali dell'Iva che sarebbe schizzata dal 1° gennaio al 24,2%, ma occorre molto di più per rilanciare la nostra economia a partire dall'eliminazione delle clausole di salvaguardia che invece sono incrementate per valore, la riduzione del costo del lavoro e la previsione di una web tax per i colossi del web, vista la difficoltà di avere un'univoca norma comunitaria".

"Il 2018 si è chiuso - avverte - senza botti e con molte preoccupazioni per i commercianti che si vedono schiacciati da consumi che non decollano, concorrenza sleale del 'wild' web, costi incomprimibili e tasse sempre più asfissianti".

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