Giuntoli: "Svegliai il mio collaboratore alle 3 di notte per segnalargli Schick"

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"Non ho molto tempo, sono perso per la squadra". Chiamo i miei collaboratori anche alle tre e mezza di notte. Ricordo per esempio Schick, che poi alla fine non riuscimmo a prendere. Giuntoli svela di aver scoperto Patrik Schick: "Una partita che sembrava tra scapoli e ammogliati in un campetto della periferia di Serie B slovacca. Gli dissi: guarda ho visto un giocatore davvero forte". Questa grande passione si è sviluppata, trascurando la volontà primaria della mia famiglia, che voleva che io studiassi, diventando un dottore, un architetto. "Lo presi subito, era tipo febbraio o marzo, sono stato anche fortunato".

"Sarri provai a prenderlo al Carpi, non arrivò perché non trovammo un accordo sui suoi collaboratori: i soldi erano pochi, lui era stato esonerato dal Perugia, fu un discorso che mi colpì". Sì, venendo dall'Ajax temevo un contraccolpo nel portarlo qui. Sposai in pieno questa soluzione, lo conoscevo da una vita. "Abbiamo rapporti costanti, ci sentiamo spesso e fu proposto". Ho la fortuna di lavorare con Ancelotti: mi sta dando grande soddisfazione e grande amore. Se mi manca? Mi manca come uomo, è una persona straordinaria. Sarri non mi manca come allenatore, ma come uomo sì. Lui è molto, molto sicuro: si dice che sia così perché ha vinto, in realtà lui ha vinto perché è sicuro. "È stata una bella coincidenza". Non pensavo che un allenatore di quel livello potesse accettare Napoli con questo entusiasmo. "Ha sposato la causa della città e abbiamo grande sintonia". Cristiano Giuntoli con pragmatismo spegne le voci relative ad un possibile ritorno del Matador: "Non credo che certi nomi siano coerenti con la filosofia del Napoli. La forza del Napoli è stata sempre quella di avere calciatori con nuove motivazioni, di avere nuovi Cavani". La cosa assurda e che, quando arrivò Ancelotti, me lo chiese e lo spagnolo era praticamente l'unico calciatore che avevamo già firmato.

E ha proposito di mercato, anche il dirigente toscano ha parlato di Cristiano Ronaldo, e della possibilità che vestisse proprio la maglia del Napoli: "Se è vero che Cristiano Ronaldo era stato proposto anche a noi?"

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Poi Radja ricadrebbe nelle sue vecchie abitudini , la sua vita è stata tutta così. Non mi ascolta più, come se le mie parole avessero perso tutto il loro effetto.

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Negli ultimi anni, ovunque vada per la città, mi riconoscono ma il calcio è un lavoro nel quale conta molto il presente. Lì ho pensato se valesse davvero la pena rimanere, ma dentro di me pensavo di non volerla dare vinta a nessuno.

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Un rimpianto da quando è al Napoli: "Avevamo chiuso per Tolisso che doveva svolgere solo le visite mediche, ma il Lione quell'anno passò il preliminare di Champions League e il giocatore preferì restare in Francia. L'operazione era un po' fuori portata".

Cristiano - "Ci è stato proposto, è vero". Sì, abbiamo un grande rapporto con Jorge (Mendes, ndr) dai tempi del rinnovo di Ghoulham e ci sentiamo spesso. Sfida alla Juve: "In questo momento è la squadra più forte d'Europa, mettersela dietro è un sogno". Poi penso che se ce l'ho fatta contro il Lecce ai tempi del Carpi quell'anno, allora posso farcela anche con i bianconeri. "È qualcosa di difficilissimo, ma dobbiamo e vogliamo crederci". Io sono contento di rimanere, mi trovo benissimo a Napoli e con la proprietà, lo stesso vale per l'allenatore.

Che tipo di direttore sono? . "Quindi probabilmente sì, resterò". "L'amore è una strega, non sai mai quando ti dà la pozione magica".

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