Nord Corea, ambasciatore a Roma diserta chiede asilo in Italia

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Nuova defezione di alto livello tra le fila dei funzionari della Corea del Nord all'estero. La notizia e' stata data da un giornale sudcoreano e confermata da una parlamentare a Seul, dopo un incontro a porte chiuse con i Servizi segreti sudcoreani.

Di Jo Song-gil si sono perse le tracce. Il diplomatico sarebbe ora "protetto" dalle autorità italiane "in un luogo sicuro". Ha ricoperto il ruolo di "incaricato d'affari" dal 9 ottobre del 2017, dopo l'espulsione dell'ambasciatore Mun Jong-nam in risposta al sesto test nucleare di settembre dello stesso anno fatto da Pyongyang violando le risoluzioni dell'Onu. In Italia da maggio 2015, il diplomatico è stato sostituito nelle funzioni di incaricato d'affari il 20 novembre dal consigliere politico Kim Chon, non risultando più nella lista diplomatica nordcoreana. "Il mandato dell'ambasciatore Jo Song Gil terminava a fine novembre dell'anno scorso ed e' fuggito dalla struttura diplomatica all'inizio di dicembre" con sua moglie, ha raccontato la deputata Kim Min-ki, parlando ai giornalisti, al termine della riunione. Finora né il governo italiano né quello nordcoreano hanno confermato o commentato la notizia, su cui si hanno comunque informazioni parziali: non si sa per esempio a quale paese Jo avrebbe chiesto asilo e il motivo della sua diserzione.

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L'Italia ha stabilito le relazioni diplomatiche con la Corea del Nord a gennaio del 2000, primo dei paesi del G7 a prendere una tale iniziativa fortemente voluta, all'epoca, dal ministro degli Esteri Lamberto Dini.

Jo ha 48 anni e, secondo il quotidiano, è conosciuto per "essere il figlio o il genero di un funzionario dei livelli più alti" del Nord. Per oltre un anno è stato ambasciatore di Pyongyang in Italia. L'ultimo alto diplomatico nordcoreano a disertare era stato Thae Yong-ho, che ha abbandonato il suo incarico di vice ambasciatore a Londra nel 2016. In generale, come metodo per prevenire le fughe, i diplomatici del Nord lasciano in patria diversi componenti della famiglia, soprattutto bambini, mentre a Jo fu concesso di raggiungere Roma con moglie e figli, quasi a conferma - secondo il quotidiano - della sua appartenenza a una famiglia privilegiata.

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