Gli ultimi istanti di libertà di Cesare Battisti

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Dopo l'arresto, la giustizia ha concesso all'italiano di sostituire la detenzione con misure precauzionali. Ma non è escluso che possa essere portato direttamente in Italia dalla Bolivia.

Battisti è stato trasferito in un ufficio della polizia boliviana e sono già state avviate le attività per l'esecuzione del procedimento di espulsione dal Paese. Secondo fonti dell'esecutivo l'estradizione potrebbe avvenire già domani. Nel 2009 Il Tribunale Supremo Federale (Stf) aveva autorizzato la sua estradizione in Italia, ma la decisione fu bloccata dal pronunciamento dell'allora presidente Luiz Inacio Lula da Silva che, alla fine del suo mandato, il 31 dicembre 2010, gli concesse lo status di rifugiato.

La notizia è data dai media brasiliani che citano Filipe Martins, consigliere speciale del nuovo presidente della repubblica Jair Bolsonaro.

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Battisti è stato individuato in Bolivia con certezza una settimana fa grazie a un sistema di controllo sofisticato su una quindicina tra telefoni, tablet e pc intestati a prestanome che hanno consentito di "seguire" gli spostamenti dell'ex terrorista. In un video diffuso dal profilo Twitter della Polizia di Stato, si vede l'ex leader dei Proletari armati per il comunismo, maglietta nera e jeans, camminare spedito tra i negozi pochi istanti prima che lo prendessero: sulle sue tracce un team di poliziotti di Criminalpol, Antiterrorismo e Digos Milano che, con la collaborazione dell'intelligence italiana, lo ha pedinato fino all'arresto da parte della polizia boliviana. Resta in prigione quattro anni, attua anche uno sciopero della fame, affermando di preferire di "morire in Brasile piuttosto che tornare in Italia".

"E' stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo", ha detto lui. Tra Italia e Bolivia non esiste un trattato di estradizione, come si evince dall'elenco apposito sul sito del ministero della Giustizia. "Siamo soddisfatti di questo risultato che il nostro Paese sta aspettando da troppi anni", conclude Conte. L'uomo è atteso in Italia nelle prossime ore. In questo caso, quindi, l'Italia è la destinazione naturale. Per cui a Battisti, una volta estradato, "sarà applicata la pena massima di 30 anni". "Sul piano tecnico - spiega Piccirillo - si potrà valutare se Battisti può usufruire dei benefici penitenziari, come la liberazione anticipata prevista dall'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario".

In Messico ha fondato il giornale Via Libre, di cui si è occupato anche dopo il ritorno in Francia, nel 1990, dove ha goduto della dottrina Mitterand, che offriva asilo a chi, anche se autore di crimini violenti, proveniva da un paese in cui il sistema giudiziario era divergente con l'idea francese di libertà.

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