Venezuela: Maduro accetta di far svolgere elezioni legislative - JulieNews - 1

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Una situazione paradossale, visto che il Venezuela potenzialmente potrebbe essere una delle nazioni più ricche del pianeta, in virtù dei suoi sterminati giacimenti petroliferi, secondi solo a quelli dell'Arabia Saudita e che, se gestiti con maggiore oculatezza, potrebbero garantire alla popolazione condizioni di vita più che dignitose. Analogo passo aveva fatto lo scorso fine settimana l'addetto militare del Venezuela a Washington, colonnello José Luis Silva.

Su Guaidò è infatti stata aperta un'inchiesta preliminare, in particolare perché è stato individuato come leader e responsabile delle proteste di piazza che "hanno attentato alla pace della Repubblica e hanno comportato gravi danni alle famiglie venezuelane".

"Tuttavia non accettiamo ultimatum o ricatti da nessuno - ha però precisato Maduro - le elezioni presidenziali si sono tenute in Venezuela meno di un anno fa e se gli imperialisti vogliono nuove elezioni aspettino il 2025". D'altra parte Cina, Russia, Iran, Cuba e altri Paesi hanno dichiarato di sostenere il socialista Maduro, sebbene sembri ormai chiaro che la sua leadership ha i giorni contati. Ora, i membri del servizio effettivo venezuelano portano un altro distintivo: FANB, che significa "Fuerza Armada Nacional Bolivariana", si legge su Controinformazione. Molti di questi militari sono accusati di corruzione, violazione dei diritti umani e narcotraffico da parte degli Stati Uniti. All'indomani delle sanzioni imposte dagli Usa sul petrolio di Caracas, la procura generale del Venezuela - reputata vicina a Maduro - ha chiesto di vietare a Guaido di lasciare il Paese e di congelare i suoi conti correnti.

Il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, pur dicendosi favorevole all'ipotesi di elezioni legislative anticipate, si era opposto alla possibilità di tenere nuove elezioni presidenziali affermando con un alinea intansigente: "Non accettiamo gli ultimatum di persone nel mondo, non accettiamo il ricatto".

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Nel frattempo si sono delineate anche le idee di alcuni paesi europei che si dicono d'accordo con Guaidò e sono: la Germania; la Francia e la Spagna.

Un ritorno alle urne auspicato da Stati Uniti ed Unione Europea, pronti a ritirare le proprie rappresentanze diplomatiche a Caracas se il regime decidesse di usare le maniere forti per sedare la rivolta. "Senza un annuncio di elezioni entro domenica, potremo riconoscere Guaidó come presidente ad interim e sviluppare con lui un processo politico".

"Il presidente lo ha detto chiaramente, tutte le opzioni sono sul tavolo". Gli Usa, col segretario di Stato Mike Pompeo, bollano il regime come "mafioso e illegittimo", gli intimano di non "metterli alla prova" e invitano tutti "a unirsi alle forze della libertà in Venezuela".

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