Guaidò, appello all'Italia: "Mi appoggi". Con lui Renzi e Pigliaru: "Contro Maduro"

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"I due leader hanno discusso l'importanza della comunità internazionale mandando un chiaro messaggio sull'illegittimità del governo di Maduro e la necessità di rispettare la costituzione venezuelana", ha fatto sapere l'ufficio di Trudeau.

(Teleborsa) - Allo scadere dell'ultimatum, lanciato una settimana fa da sette Paesi europei (Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Portogallo) al presidente del Venezuela Nicolas Maduro, la risposta dell'Occidente non si è fatta attendere. Le prime firme sono quelle del capogruppo Andrea Marcucci, di Matteo Renzi, di Pier Ferdinando Casini e di Alessandro Alfieri, capogruppo dem in commissione Esteri.

La riunione "difficile e tesa", com'è stata definita, dei ministri degli Esteri dell'Ue che si è svolta a Bucarest ha dimostrato per l'ennesima volta l'assenza di una politica estera comune, per cui basta anche il veto di un solo paese (cosa non impossibile su 28) per bloccare l'iniziativa degli altri.

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Ma questo non può mettere in discussione l'autorevolezza e l'onestà delle organizzazioni sindacali, in questo caso della Cgil. L'altro argomento trattato sono state le procedure per le visite congiunte, Inps-Asp, sulle invalidità civili.

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La scelta è determinata dalla presenza di centri ministeriali per l'accoglienza di minori - ha fatto sapere il Viminale -. Ma nell'altro porto in provincia di Siracusa , dallo scorso settembre, non è più attivo l'hotspot.

Arrivano oggi conferme, il riconoscimento di Guaidò delle maggiori democrazie europee che già avevano espresso sostegno all'oppositore di Maduro. Nella scelta, ha avvertito chiaramente Mattarella, "non può esserci né incertezza né esitazione tra volontà popolare e richiesta di autentica democrazia da un lato e dall'altro la violenza della forza e le sofferenze della popolazione civile". Questi ultimi, con Alessando Di Battista, sono nettamenti contrari al riconoscimento di Guaidò e schierati su una linea filo-Putin.

Questo, ha spiegato la fonte, non significa che l'Italia sostenga Maduro: "Anche noi vogliamo che siano indette le elezioni presidenziali". Siamo in contatto permanente con i governi di Spagna, Francia, Regno Unito e Germania. "L'imposizione di qualsiasi soluzione o il tentativo di legittimare il tentativo di usurpazione del potere è, a nostro avviso, interferenza diretta negli affari interni del Venezuela", ha detto Peskov, citato dalla Tass. Ecco l'intervista che Guaidó ha concesso ieri sera al Corriere. Nel prossimo week end, sfruttando un ponte con la Colombia, arriveranno i primi aiuti umanitari chiesti da Guaidò.

Nel corso della mattinata la lista si è allungata con l'ingresso dell'Austria. Torna a pronunciare minacce il presidente americano Donald Trump parlando del Venezuela alla Casa Bianca, in risposra ai cronisti che gli chiedevano se intendesse mettere in campo anche questa opzione per rovesciare il governo (eletto) del Paese sudamericano. Dodici giorni incredibili. Il presidente "incaricato" del Venezuela si sposta per la capitale Caracas praticamente sempre in moto, anonimamente sotto un casco nero e dietro un volontario che guida. "Riconosce ufficialmente Juan Guaidò come presidente legittimo del Venezuela", ha annunciato il premier spagnolo Pedro Sanchez.

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