Gli inviati di Guaidò: Roma ci riconosca - Ultima Ora

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Nel dispositivo della risoluzione di maggioranza sul Venezuela presentata in Parlamento, M5s e Lega impegnano il governo "a sostenere gli sforzi diplomatici anche attraverso la partecipazione a fori multilaterali, al fine di procedere, nei tempi più rapidi, alla convocazione di nuove elezioni presidenziali che siano libere credibili e in conformità con l'ordinamento costituzionale".

"Se volete che il Venezuela diventi di nuovo una potenza economica, in cui tutti i paesi possano investire, abbiamo bisogno di sostegno per guidare la nostra democrazia", ha detto il politico.

Una posizione simile in una conferenza stampa è stata espressa dal capo della delegazione, il presidente della commissione parlamentare per gli affari esteri, Francisco Sucre. E la risoluzione di maggioranza, approvata oggi dalla Camera dei deputati con 266 sì, 205 no e 9 astenuti, ne è la riprova. "In questa situazione estremamente complessa e di gravi rischi - è l'avvertimento lanciato dal titolare della Farnesina - bisogna prevenire scontri e violenze che potrebbero sfociare in guerra civile, bisogna preservare il popolo venezuelano da conseguenze ancora più negative".

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Questa sera, Serena Rossi vestirà nuovamente i panni di Mia Martini: su Rai 1, infatti, andrà in onda il film " Io sono Mia ". Il film ci insegna anche questo, che ognuno è libero di fare ciò che vuole.

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Il cerchiobottismo di governo si esprime perfettamente in Moavero, il quale riconosce la legittimità dell'Assemblea nazionale venezuelana (e ci mancherebbe altro!), ma rimane ambiguo sulla legittimità di Guaidó, che decine e decine di paesi, in Europa e in tutto il mondo, hanno riconosciuto come presidente del Venezuela.

Gli Stati Uniti, il primo paese a riconoscere l'autorità di Juan Guaidó e il più attivo per cercare di risolvere la crisi in Venezuela, hanno imposto nuove durissime sanzioni al governo Maduro (andando a toccare in modo significativo i guadagni del governo dalla vendita di petrolio all'estero) e ora hanno inviato consistenti aiuti umanitari verso il paese. Nelle stesse ore comunque, diverse migliaia di persone hanno partecipato a un'altra manifestazione organizzata da Maduro per mostrare come il suo governo abbia ancora il sostegno dei venezuelani. Oltre due milioni di venezuelani, infatti, hanno cognomi italiani e molti posseggono anche la cittadinanza italiana.

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha rivolto ieri un appello a "tutti i venezuelani" ad unirsi al piano nazionale di difesa integrale della pace e della sovranità, "di fronte alle minacce a cui deve far fronte il Paese". Una protesta democratica e non violenta per chiedere libere elezioni.

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