Champions, Simeone il filointerista che vuol far lo sgambetto alla Juve

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Dopo tre anni nessuno si ricorda se hai giocato male, alla fine c'è scritto chi ha vinto e in campo c'erano questi giocatori.

Il centrocampista della Juventus Miralem Pjanic ha concesso un'intervista a Il Giornale a due giorni dal match di anda degli ottavi di finale di Champions League contro l'Atletico Madrid: "Assomiglia tanto allo stile Juve: compatta, concede pochi spazi, non prende tanti gol".

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Poi sul problema del calo di spettatori: "Senza tifosi però non è sport, soprattutto a Napoli dove la gente s'è sempre identificata nella squadra".

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Le confezioni sono quelle del peso di 200 grammi crealizzate nello stabilimento del comune di Adazi, in Lettonia . Il batterio della listeria resiste bene esi sviluppa a temperature di frigorifero tra i 4 e i 6 gradi.

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Tuttavia, Di Maio si è detto consapevole del fatto di dover cambiare qualcosa, di coinvolgere maggiormente la base del Movimento. Mi sono chiesto se fosse il caso di dire una verità che tutti nel M5S conosciamo ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di dire.

È una sfida attesissima a Madrid quella di mercoledì che, in Champions, vedrà l'Atletico ospitare al Wanda Metropolitano la Juventus. "Ci sono volti nuovi in squadra ma la base è sempre la stessa e proprio questo ci aiuterà ad andare lontano". Inevitabilmente l'uomo sotto i riflettori sarà Cristiano Ronaldo, 20 gol totali al primo assaggio italiano sebbene solo uno in questa edizione della competizione: lo scorso 7 novembre, infatti, fu il fuoriclasse portoghese ad illudere con una prodezza lo Stadium prima dello sgarbo del Manchester United targato José Mourinho. E' certo qualcosa che dà a noi e ai tifosi ancora più motivazione per arrivare in fondo. "Il blocco squadra deve difendere come insieme, anche gli attaccanti dovranno fare quello che abbiamo sempre fatto". È un mio sogno e sono nel posto ideale per realizzarlo. Nel giro di un paio di mesi, però, ero parte dell'11 iniziale. All'inizio può risultare difficile perché non sei abituato, oppure perché preferisci stare in attacco ad aspettare la palla, ma è una cosa che non puoi fare qui. "E' questo - conclude Griezmann - che ti dà sicurezza quando hai la palla".

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