Addio a Pino Caruso, maschera siciliana di cinema e tv

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"Pino Caruso resterà per sempre nella storia culturale e sociale di Palermo".

Il cinema, la tv e il teatro sono a lutto e piangono la scomparsa di Pino Caruso, attore palermitano morto ieri a 84 anni nella sua casa a Roma (i funerali si svolgeranno domani)."Stava male da un po' di tempo", ha fatto sapere la moglie (fonte Repubblica), "ma se ne è andato sereno". Non casualmente visto che Caruso era uno degli attori siciliani più noti in televisione e al cinema assieme a Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e Lando Buzzanca, e uno dei simboli di Palermo.

"Palermo perde un concittadino straordinario, un uomo, un artista che ha contribuito alla rinascita della città, con la sua cultura, la sua ironia, la sua sagacia", afferma il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando. Nel 1983 scrive e dirige per Rai3 'Lei è colpevole, si fidi' (da un'idea di Vittorio Sindoni), un film satirico sul caso Enzo Tortora e sulla cattiva giustizia, interpretato oltre che dallo stesso Caruso, da Renzo Arbore, Oreste Lionello, Enrico Montesano, Gigi Proietti, e Luciano Salce, tutti nei panni di se stessi. Nel 2009 ha interpretato il monologo "La voce dei vinti" e, per il Teatro Stabile di Palermo, il monologo "Mi chiamo Antonio Calderone", di Dacia Maraini, tratto dal libro di Pino Arlacchi "Gli uomini del disonore". "Proprio negli anni della rinascita - aggiunge - dopo le terribili stragi del '92, contribuì con la sua forza e le sue idee a dare speranza ai palermitani e alla città".

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Caruso, a partire dal 1969, ha scritto numerosi libri. Nel 2003 è protagonista del 'Tutto per bene' di Luigi Pirandello e nel 2004 de Le Vespedi Aristofane, al Teatro Greco di Siracusa. Nel 2010 Pino Caruso è il protagonista de 'Il berretto a sonagli' (regia G. Dipasquale) ottenendo grande successo di pubblico e di critica. "Continueremo a confrontarci con la sua eredità" hanno invece affermato Ficarra e Picone. Nel 1963 è scritturato dal Teatro Stabile di Catania.

A metà degli anni Sessanta approdò al Bagaglino di Roma, diventando poi, negli anni Settanta, un volto della televisione: nel 1979 al fianco di Ornella Vanoni con 'Due di noi' poi nell'81 con Milva in 'Palcoscenico', storica trasmissione di Antonello Falqui e nel 1982 dopo il mattatore di "Che si beve stasera?" su Rai 2.

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