Tav, Ramella: studio Ue su alta velocità non è firmato da Ponti

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Con il completamento della rete 'core' Ten-T, Trans-European Transport Network, della quale fa parte la Tav Torino-Lione, nel 2017-30 nell'Ue si dovrebbe verificare una "riduzione cumulativa delle emissioni di anidride carbonica nel settore dei trasporti di circa 71,6 mln di tonnellate, delle quali 26 mln di tonnellate sono previste derivare dal completamento della rete Ten-T", appunto, e "il resto da misure volte a promuovere tecnologie di mobilita' pulita, consentite dalle infrastrutture di rifornimento e ricarica per i carburanti alternativi e la mobilita' elettrica".

Invece, prosegue Maffii, "l'analisi costi benefici di Ponti guarda ad un singolo progetto e agli impatti di tipo trasportistico del progetto". Inoltre, aggiungono le stesse fonti, "va precisato che si tratta di una analisi riconducibile a quelle di valore aggiunto, fondata sul moltiplicatore keynesiano, metodo che non ha nulla a che fare con la analisi costi benefici effettuata sulla tratta Torino-Lione". È però probabile che la Commissione Europea non abbia ancora deciso di pubblicarlo per evitare di essere accusata di ingerenze nel dibattito in corso nel governo, dove la Lega continua a premere per la realizzazione del corridoio nonostante anche il premier Giuseppe Conte, ufficialmente nel ruolo di mediatore, abbia oggi dichiarato in conferenza stampa di non essere convinto che la Tav "sia il progetto di cui il Paese ha bisogno" e che, anzi, se i lavori iniziassero oggi si esprimerebbe per il no.

Insomma, l'analisi costi-benefici della Tav redatta per il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, boccia l'opera, mentre l'altra, depositata alla Commissione Europea, la promuove.

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Sta diventando un caso lo studio riservato della Commissione europea che illustra l'impatto socio-economico e ambientale delle reti transeuropee di cui fa parte il corridoio Mediterraneo, tra cui la Tav, firmato, tra gli altri, da sei dipendenti della società presieduta dall'ingegnere Marco Ponti. E'quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio dopo il vertice di questa notte. Non solo, i benefici sarebbero evidenti anche in termini di occupazione: per ogni miliardo speso nel cantiere si creerebbero direttamente 15mila posti di lavoro senza contare l'indotto sul territorio. Quest'ultimo, peraltro, "non solo non ha firmato la ricerca, ma non ne conosce in alcun modo i contenuti".

Dal canto suo, Ponti, intervenendo a 'Mattino 5', precisa che si tratta di "un'analisi sul valore aggiunto e non ha nulla a che vedere con l'analisi costi-benefici".

Clicca qui per il documento integrale in esclusiva riportato da TgCom.

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