Partono le richieste per il riscatto agevolato degli anni di laurea

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L'intenzione della Lega è di abolire il tetto di 45 anni per il riscatto agevolato della laurea e allargare la platea dei destinatari delle agevolazioni: è una delle proposte di modifica al decretone presentata da sei deputati del Carroccio in un emendamento depositato alle Commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera.

Abbiamo redatto una guida completa sui lavoratore che possono beneficiare della misura sperimentale, valida per tre anni dal 2019 al 2021.

Tra i vincoli previsti per la richiesta, da effettuare presso l'Inps esclusivamente per via telematica o attraverso i patronati o gli intermediari dell'istituto, oltre alla soglia di età ci sono anche l'obbligo di non avere contributi versati prima del 1996, di non percepire già una pensione e l'obbligo di essere iscritto a una forma di assicurazione tra quelle previste per i dipendenti, per i lavoratori autonomi o alla gestione separata. Sono escluse per valutare il primo e l'ultimo contributo versato le casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di stati esteri.

Potranno beneficiarne solo i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e che sono iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a partire dal 1° gennaio 1996.

I periodi devono comunque essere precedenti il 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto.

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Il provvedimento, inoltre, contiene disposizioni in ordine alla facoltà per i fondi di solidarietà di provvedere al versamento della contribuzione correlata a periodi utili per il diritto a pensione, riscattabili o ricongiungibili e precedenti all'accesso ai fondi di solidarietà stessi. La quota da pagare per riscattare gli anni di laurea può essere versata in unica soluzione oppure in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione.

La base di calcolo dell'onere da versare per il riscatto è costituita dalla retribuzione assoggettata a contribuzione nei dodici mesi meno remoti rispetto alla data della domanda.

La domanda può essere presentata dal diretto interessato o dal suo superstite o, entro il secondo grado, dal suo parente e affine. In questo caso è possibile destinare al riscatto anche i premi di produzione eventualmente spettanti al dipendente.

Nei casi in cui la domanda sia presentata dal parente o affine o dal datore di lavoro, in fase di presentazione della stessa è necessario che sia acquisito il consenso del soggetto interessato. Consentendo a chiunque di usufruire della norma e poter quindi aumentare il monte contributivo ai fini della pensione.

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