RANIERI, Dzeko? Anche Batistuta ha avuto un anno no

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Questa dev'essere la Roma di Ranieri per le prossime dodici partite, meta l'importantissima qualificazione alla prossima Champions League. E per il neo allenatore giallorosso Claudio Ranieri c'è stato il primo incontro con i giornalisti durante la consueta conferenza stampa pre match. Sono felice che abbiamo vinto. Ma per Ranieri, contano soprattutto le motivazioni."La Champions è lì davanti". Perché, nonostante il rendimento discontinuo, i tanti problemi fisici e un carattere che probabilmente poco si sposa con lo spogliatoio di una big, la Roma ha l'obbligo assoluto di rivalutare il suo capitale. Da tifoso romanista chiedo l'aiuto a me stesso, visto che sono tifoso. In questo momento dobbiamo trovare serenità, rabbia e determinazione. "Voglio gente ambiziosa. Qualificarsi in Champions League non sarà facile, ma non mi arrenderò mai". Se sono un caparbio e non mollo mai alla prima difficoltà aumento, cerco di capire il perché, scavalco il problema, ci vado dentro. I giocatori non sono bambini di quattro anni ma uomini veri. Se tu perdi palla e sulla palla che perdi ti fanno gol, il giocatore che ha subito questo si sente colpevole e questo non va bene, anche perché poi perdi fiducia in te stesso. I giocatori devono sentirsi amati, giocare con la paura di farlo è una sensazione brutta. Dimenticare il passato, concentrarsi sul presente per raggiungere l'obiettivo futuro.

Sul momento della squadra, ha le idee chiare: "Vogliamo vedere la squadra arare il campo, sprizzare rabbia e determinazione". Questo è quello che vogliamo noi tifosi. Mi spiace tantissimo. Errori? Ho bisogno di gente che mi dimostri che è in grado di fare la differenza, non guardo il nome. Dobbiamo essere una squadra. Tutti devono dare di più, se siamo in questa situazione è perché non tutti hanno dato il massimo. Ha pagato Eusebio, adesso devono rispondere loro sul campo. Questo è un gruppo in difficoltà, ma io sono pronto a lottare. Eusebio non l'ho sentito, capisco l'amarezza di chi viene esonerato, ho fatto un tifo spaventoso per lui, il primo anno e adesso. "Tutti facciamo errori, non c'è un allenatore esente".

Che cosa ha pensato alla chiamata di Totti? Schick e Dzeko possono giocare insieme.

"Schick e Dzeko per me devono giocare assieme". Ha una qualità incredibile, è fortissimo, velocissimo, tecnico. Se si sblocca, ed è vicino a sbloccarsi, i tifosi si innamoreranno di questo ragazzi. Zaniolo, giocando centrale, è il suo ruolo. Si può anche sbagliare ma poi li voglio vedere morire sul campo. Magari sacrifico il 20% di qualcuno di questi per dare il 100% ad un altro.

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Questo e tanto altro in "Massimo Ascolto", rubrica de LAROMA24.IT, curata dalla redazione. Poi gli altri: "Florenzi è un universale, può giocare sia dietro sia avanti, ma dipenderà anche dall'avversario, dalla situazione tattica". Ogni suo errore gli pesa più che a un altro suo compagno di squadra. Petto in fuori e si continua, mi aspetto molto da lui.

Io mi vedo adesso qui con voi e domani sera. Un'altra società non l'avrei presa a queste condizioni, se la Roma chiama devo rispondere sì.

Dalla partita di Oporto sono andate via molte persone, è arrivato lei. "Vediamo.". Infine una battuta sulla famosa campanella immaginaria che utilizzava a Leicester per mantenere alta la concentrazione dei giocatori in allenamento: "Ma qui in realtà mi sa che ci vuole la campana di San Pietro.".

Il calcio del sor/sir Claudio si basa su pochi ma solidi dogmi: 1) gli attaccanti devono pensare a far gol, perché il lavoro per la squadra è importante ma segnare lo è di più e ieri lo hanno fatto sia El Shaarawy sia Schick; 2) non bisogna mai perdere il pallone in uscita dalla difesa, come per esempio è successo sui due primi gol subiti a Porto, e così si è visto spesso il lancio a scavalcare il centrocampo; 3) il 4-4-2 è il miglior modo per coprire il campo e, dopo il 4-2-3-1 iniziale, lo si è visto per tutta la ripresa.

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