Nuova Zelanda, attacco in due moschee: almeno 27 morti

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Ardern ha detto che la strage compiuta nelle due moschee è stata frutto di un "attacco terroristico". Twitter lo ha rimosso per le immagini violente che conteneva. Lo dichiara a Radio 24 l'avvocato Gianluca Giulianelli, il difensore del giovane maceratese che il 3 febbraio 2018 compì un raid nelle strade del capoluogo marchigiano ferendo a colpi di pistola sei persone di colore, tutte immigrate africane, in una sorta di vendetta contro i pusher e per reazione alla raccapricciante morte di Pamela Mastropietro, drogata, uccisa e fatta a pezzi, delitto che vede imputato a Macerata un nigeriano, Innocent Oseghale. Secondo il sito australiano News.com.au Tarrant aveva preannunciato il suo gesto sulla piattaforma 8chan, un forum online.

PREMIER NEOZELANDESE - "Molte delle persone colpite da questo atto di estrema violenza saranno della nostra comunità di migranti e rifugiati". Un attentatore sarebbe stato bloccato. Al momento dell'aggressione, avvenuta alle 13.40 ora locale (quando in Italia era l'una di notte) di venerdì 15 marzo, le vittime - tra le quali ci sono alcuni bambini - erano in moschea e stavano pregando. A riprendere tutto uno degli attentatori, che si definisce in un manifesto, pubblicato sempre sul profilo social, un suprematista bianco che ha deciso di colpire la Nuova Zelanda per dimostrare come anche nelle parti più remote del mondo vi siano immigrazioni di massa. "Loro hanno scelto la Nuova Zelanda come la loro casa ed è la loro casa".

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"Noi esortiamo con forza a non condividere quel link, stiamo lavorando per far rimuovere qualsiasi video". Il primo allarme è arrivato dalla moschea di Al Noor, dove c'erano almeno 300 persone; poco dopo il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. Si tratta di uno dei "giorni più tristi" per il nostro Paese, ha aggiunto la premier, annunciando una riunione di emergenza con le agenzie di sicurezza nazionale a Wellington. Con circa 50 mila fedeli, i musulmani rappresentano una piccola minoranza in Nuova Zelanda. E questi valori non saranno e non potranno venire scossi da questo attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti, sebbene abbia agito da solo e nessun gruppo abbia ordinato l'attacco. Poi l'attacco alla seconda moschea. Anzi neppure si accorge che quella persona al volante e' in realta' uno che ha gia' sparato e che in auto ha tre mitragliatori e lattine di benzina.

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