Brexit, May vorrebbe tentare la strada di un quarto voto sull’accordo

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Il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn chiede che May si dimetta subito e che si vada a elezioni politiche e anche le pressioni dei conservatori aumentano, chiedono a May di fare un passo indietro. Non è abbastanza per concordare un accordo ma il Parlamento è stato chiaro riguardo alla volontà di non lasciare l'UE senza un accordo. Poco prima, il ministro per la Brexit, Stephen Barclay, aveva detto ai parlamentari che il governo ha presentato una mozione sull'accordo May da sottoporre a dibattito e voto, domani a Westminster. Oggi la Camera dei Comuni ha rigettato per la terza volta l'accordo, con 344 no a fronte di 286 sì.

Nel frattempo, comunque, l'orologio continua a correre e l'Ue si prepara a un vertice consapevole che a questo punto la scadenza secca è per il 12 aprile: data entro la quale, in mancanza di accordo ratificato, il governo britannico dovrà chiedere un rinvio prolungato ancorato a una proposta di soluzione nuova o una svolta politica, oppure disporsi al temuto divorzio senz'accordo (no deal).

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Finì 6-5 e lo stadio non era bello, ma bellissimo. "Poi il secondo anello rese l'impianto più forte, più aggressivo". Questa volta il mio intervento sul blog non contiene un'analisi, una tesi da dimostrare, un'opinione da discutere.

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Roma. "Ora diranno: 'Non c'è stata nessuna collusione , ma la Russia ha interferito'", ha commentato Margarita Simonyan. Il rapporto è "migliore di quanto mi aspettassi", ha aggiunto il legale di Donald Trump , Rudolph Giuliani .

A Bruxelles e non solo, molti ne sono convinti e preoccupati: l'avvicinarsi delle elezioni europee condizionerà nei prossimi giorni, complicandola ulteriormente, la partita che si giocherà sulla Brexit con Londra e con le altre capitali Ue. "Dall'altro lato della strada vi sono centinaia di persone che negli ultimi tre anni hanno trattato il referendum, e coloro che lo hanno votato, con il più totale disprezzo". Oltre ai 5 membri del Labour (Sir Kevin Barron, Rosie Cooper, Jim Fitzpatrick, Caroline Flint e John Mann), hanno votato a favore dell'accordo 4 indipendenti (Ian Austin, Frank Field, Sylvia Hermon e Stephen Lloyd). Ora, secondo quanto riferisce la Bbc, lunedì e mercoledì si terranno alla Camera dei comuni nuovi 'voti indicativi' su possibili opzioni per modificare l'intesa. Le cose cambiano. E se c'è una regola, in questo secondo decennio del terzo millennio, è che lo fanno parecchio in fretta. Nonostante ciò, Theresa May starebbe valutando la possibilità di un quarto voto sul suo accordo di divorzio dalla Ue, dopo che ieri il Parlamento lo ha bocciato, nonostante la sua promessa di dimettersi se fosse stato approvato. La scorsa settimana il Consiglio europeo ha fissato al 12 aprile la data utile ai Comuni per approvare l'accordo di recesso e rinviare così al 22 maggio la data della Brexit.

John Bolton, consigliere di Donald Trump per la sicurezza nazionale, citato dall'emittente britannica Sky News, ieri ha detto che il Regno Unito non deve preoccuparsi per l'ipotesi di una Brexit senza accordo, perché gli Stati Uniti sono pronti e "impazienti" per stipulare un accordo commerciale con Londra, una volta questa sia fuori dall'Ue, anche nello scenario di un "no deal".

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