Sergio Zanotti liberato in Siria, è atterrato in Italia

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Stando alla testimonianza dell'ex moglie, nel 2016 Sergio Zanotti si era imbarcato per un viaggio in Turchia, non distante dal confine con la Siria.

Liberato Sergio Zanotti, imprenditore bresciano che ha vissuto anche a Sarnico: l'annuncio del presidente del Consiglio. Dopo tre anni, potrà finalmente fare ritorno in Italia. A darne notizia è stato il presidente del consiglio Giuseppe Conte: "A conclusione di una complessa e delicata attività di intelligence, investigativa e diplomatica, condotta in maniera sinergica, in data odierna siamo riusciti a ottenere la liberazione di Sergio Zanotti, rapito in Siria nell'aprile 2016", si legge nella nota diffusa dal premier. Il nostro connazionale appare in buone condizioni generali e tra rientrerà in Italia nella notte, a Roma. Un ulteriore successo delle nostre istituzioni e, in particolare, dell'Aise (i servizi segreti della Repubblica italiana per l'estero, ndr): "a loro il mio più vivo e sentito ringraziamento". L'uomo sarà ascoltato già in mattinata dal pm Sergio Colaiocco, della Procura di Roma, che sul caso aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona con finalità di terrorismo. "Sono troppo felice" ha commentato in lacrime. Dal 17 settembre non si hanno invece più notizie di padre Pier Luigi Maccalli, sacerdote della Società per le Missioni Africane (Sma). "Adesso lo aspetto". Sono queste le prime parole della sorella di Sergio Zanotti. "Le mie più sincere congratulazioni ai nostri apparati di intelligence, in particolare all'Aise, e a coloro che hanno lavorato per consentire la liberazione del nostro connazionale".

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A maggio del 2017 appare un nuovo video, con Zanotti sempre in ginocchio con alle spalle due uomini armati vestiti di nero. Fu la conferma delle supposizioni dei servizi segreti: si sospettava che l'imprenditore bresciano fosse stato rapito in Siria da gruppi legati ad al Qaeda.

All'epoca del rapimento gli investigatori avevano parlato di un "sequestro anomalo": senza richieste di riscatto e senza che si conoscesse l'identità dei rapitori. Autore del video, un non meglio precisato 'Abu Jihad', che si descriveva come un jihadista siriano e che minacciava di uccidere l'italiano.

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