Tria su flat tax: "Impossibile senza aumento Iva"

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Il confronto si è concentrato sulla flat tax: il testo, che è entrato con due aliquote a 15 e 20%, è uscito senza riferimenti numerici ma con la volontà che della riduzione fiscali benefici il ceto medio.

La norma approderà domani in Consiglio dei ministri e dovrebbe essere inserita nel decreto crescita approvato 'salvo intese' e in un secondo momento saranno emanati i decreti attuativi. Erano presenti anche i ministri Giovanni Tria, grande vincitore di questa partita, e Riccardo Fraccaro, oltre ai sottosegretari Alessio Villarosa (M5S) e Massimo Bitonci (Lega). "Se la guerra dei dazi impone un rallentamento della crescita internazionale bisogna prenderne atto ma non prevediamo patrimoniale né aumento Iva": così il premier Giuseppe Conte risponde a chi gli chiede se il Governo non avesse perso troppo tempo a criticare le previsioni degli altri, definendole eccessivamente pessimiste.

Riceveranno i rimborsi direttamente soltanto quelli con un reddito imponibile inferiore ai 35mila euro (per singola persona componente del nucleo familiare, inizialmente si parlava invece di Isee), oppure coloro che dispongono di un patrimonio mobiliare non superiore a 100.000 euro. Di Maio, sulla questione di un probabile aumento dell'Iva è categorico: non ci sarà e la contrapposizione con Tria è evidente. "Una delle soluzioni è cambiare le regole europee". "Con le nuove stime di crescita messe per iscritto dal governo - sostiene il presidente di Confindustria - è un bagno di realismo del Governo in particolare sul 2019". Perché siamo l'unico Paese europeo in recessione?

Mariastella Gelmini boccia il Def senza appello. In questo caso non si dovrà attendere il pronunciamento di un arbitro terzo.

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Per i prossimi impegni, praticamente certa la promozione di Emiliano Bigica dalla Primavera alla prima squadra. Il tecnico classe '65 ha appena deciso di rassegnare le dimissioni e di lasciare Firenze .

Di Maio: "Sarò garante flat tax"
La chiave della svolta M5S in Parlamento "è il lavoro di squadra costruttivo". Il 4 marzo 2018 abbiamo preso il 32% e quel numero ci legittima a governare.

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Difendiamo male, anche in undici contro dieci abbiamo difeso male e questo non ci ha permesso di tenere il controllo della gara. Difficile dire quanto siamo calati psicologicamente, posso dire che stiamo molto bene atleticamente.

E probabilmente proprio le tensioni interne hanno fatto sì che, al termine della riunione, durata appena mezz'ora, non si sia tenuta alcuna conferenza stampa.

Il segretario Pd Nicola Zingaretti, in un post su Facebook, scrive che il "Def approvato ieri va nella direzione sbagliata".

"Il livello del trasferimento, previsto dal programma attuale del Reddito di Cittadinanza, rischia di incoraggiare l'occupazione informale e di creare trappole della povertà".

Una soluzione ce l'ha data il suo fine economista Claudio Borghi: si farà tutto in deficit visto che, dopo le elezioni, in Europa ci sarà un nuovo governo più amico dei gialloverdi e che permetterà di sforare i vincoli del Patto di Stabilità. Il debito pubblico - come si evince da Il Messaggero - si porta al 132,6% con un rialzo dal 2018 del 132,2% con una previsione di arretramento nel 2020.

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